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Home Page > Aborto > “L’urlo Silenzioso” al liceo: a essere censurata è la verità sull’aborto
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Un insegnante del liceo Galileo Galilei di Monopoli (BA), dopo aver invitato, lo scorso 4 dicembre, il MpV a parlare di interruzione di gravidanza, ha mostrato, durante l’ora di religione, ai propri alunni il documentario L’urlo silenzioso del 1984 (di cui abbiamo parlato qui, ndr). La lodevole iniziativa ha invece suscitato la durissima reazione di due deputati del M5S: Veronica Giannone e Luigi Gallo, che hanno presentato un’interrogazione al ministro Bussetti, contro quella che hanno definito una «cruenta lezione pro vita».

È significativo chiedersi perché il documentario L’urlo silenzioso, basato su una semplice ecografia che a suo tempo provocò la conversione del famoso medico abortista americano Bernard Nathanson (1926 – 2011), disponibile su internet da oltre 30 anni e già mostrato in numerose occasioni in scuole e oratori, sia da costoro ritenuto vietato ai minori di 18 anni, quando invece ai nostri minorenni è consentito abortire anche all’insaputa dei propri genitori (art. 12 della legge 194).

La voce del buon senso Perchè i nostri adolescenti non hanno diritto di usufruire del “consenso informato” previsto dalla legge 194?  Non sarà dovuto al fatto che se delle mamme rinunciano all’aborto sfumano i lauti guadagni degli ospedali abortisti? Senza considerare che non può esistere reale libertà di scelta, senza piena consapevolezza del proprio atto.
Perché, inoltre, questo video, che mostra senza infingimenti la verità dell’interruzione volontaria della gravidanza, viene definito “raccapricciante”, mentre lo stesso aborto viene invece generalmente considerato legittimo e persino un diritto?
Se infine per i pentastellati la visione dell’aborto agli adolescenti è un atto aberrante, perchè dobbiamo consentire loro di praticarlo e costringere la collettività a finanziarlo?
E non solo: siamo costretti a sovvenzionare le organizzazioni che promuovono l’aborto nel mondo, mascherandolo dietro l’ipocrita espressione “salute riproduttiva”.

È un fatto che purtroppo i nascituri non parlano, non votano, non possono difendersi; il loro è quel silenzio degli innocenti al quale persone coraggiose come quelle del Movimento per la Vita di Monopoli tentano di dare voce.

Senza contare che è quantomeno paradossale che qualcuno si lamenti perché un documentario possa  “urtare la sensibilità degli alunni di una scuola”, quando noi tutti siamo immersi in un mondo nel quale, in nome di pretestuosi diritti, quotidianamente subiamo immagini che ci feriscono nel profondo, senza poter far nulla per impedirlo.

Vale la pena ricordare a tutti – e in particolare ai numi tutelari del politicamente corretto e paladini del pensiero unico, che trovano piena cittadinanza nel M5S –  le parole infuocate di Papa Giovanni Paolo II: «La verità non va taciuta né detta a metà né ammorbidita».

Giorgio Celsi e Wanda Massa

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4 Commenti, RSS

  • Gino Organza

    dice su:
    21/12/2018 alle 11:30

    Ce ne fossero di insegnanti che davvero, per il bene dei propri studenti, gli facessero capire cos’è l’aborto… Il M5S si sta dimostrando (ahimé sotto molti fronti) un concentrato delle peggiori ideologie.
    Io sono uno di quelli che aveva un po’ sperato che cambiassero qualcosa, adesso mi auguro che gli italiani possano dargli delle sonore lezioni alle prossime elezioni (comunali e nazionali).

    Io con la mia matita sono già pronto, in quel di Torino.

  • Barbara Giammattei

    dice su:
    21/12/2018 alle 17:01

    Quando una persona crede in una scelta purtroppo in questo caso l’ aborto, non ha paura della sua dimostrazione pubblica. Se fosse cosa buona ci sarebbe l ‘orgoglio di mostrarla ovunque e dovunque.

  • Elena Corinna Chiodaroli

    dice su:
    31/12/2018 alle 01:01

    In II media a 12 anni in una scuola cattolica nel 1980 l’insegnante di italiano e religione ha parlato dell’aborto , ha distribuito un libretto con disegnate le diverse tecniche abortive e mostrato foto di feti in pezzi. L’immedesimazione nel bambino era molto forte e tutte eravamo contrarie all’aborto tranne una compagna che ha chiesto varie volte all’insegnante se sua madre aveva fatto bene. Non so se già da quell’anno o l’anno successivo questa compagna non l’ho vista più.
    Nel 92 ho fatto amicizia con una ragazza ad un corso di contabilità. Lei aveva una sorella maggiore ragazza madre xke il ragazzo l’ha lasciata saputo della gravidanza. Poi ci siamo perse di vista e ritrovate negli anni 2000 e mi confido che aveva consigliato alla nipote di 18 anni di abortire visto che era stato solo sesso e la madre di lui aveva problemi di salute credo mentali. Né la nonna né la madre della 18enne lo sanno. La zia è poi diventata molto religiosa e si è confessata per aver consigliatoaborto%

  • Elena Corinna Chiodaroli

    dice su:
    31/12/2018 alle 01:25

    % secondo commento
    In torno ai 24 26 anni a 5 esami dalla laurea la ragazza che ha abortito si è ritrovata nuovamente incinta gravidanza non voluta da lei da un altro partner innamorato di lei che già lavorava e quindi per amor verso lui ha portato a termine la gravidanza ma per tutti i 9 mesi ha pianto e dal parto son passati già alcuni anni e lei non ha ancora finito l’università non è sposata e fa la mamma casalinga.

    Per quanto detto nel primo commento a 12 anni conoscevo bene in cos’è l aborto e forse questo mi ha fatto interessare alle questioni bioetiche e per me c’è prima di tutto la questione embrioni cioè l’ovulo appena fecondato che x me è già persona o persone (gemelli omozigoti) ma ci sono tanti metodi del prima le pillole l aspirale che impediscono l’annidamento Dell embrione nell endometrio la parete dell’utero. Antifecondativo senza alcun dubbio è il preservativi x l uomo. Le pillole contraccettive x donne non son tutte solo antifecond comepuoifidartidiginecologhe/i?

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