27/01/2016

Matrimonio gay: lo vogliono “tutti”? E dove sono gli “omofobi”?

La piazza del 30 gennaio prossimo farà senz’altro sentire la sua voce: il suo chiaro e tondo NO al matrimonio gay.

Sappiamo bene che ciò potrebbe non essere sufficiente a far desistere i nostri sciagurati legislatori dall’approvare – più o meno edulcorato – il progetto di legge della Cirinnà.

A prescindere da questo, però, possiamo certamente continuare a contestarlo in ogni modo e in ogni circostanza possibile.

Anzitutto informando le persone vittime del lavaggio del cervello che i media fanno sistematicamente: ora vogliono convincerci che “tutti vogliono il matrimonio gay”.  Invece non è affatto vero.

Il sondaggio del Fatto Quotidiano sulle unioni civili, al 27/01/2016
Il sondaggio del Fatto Quotidiano sulle unioni civili, al 27/01/2016

Persino i lettori  del Fatto Quotidiano (che davvero non è una testata integralista, reazionaria e clericale) a maggioranza, non vogliono sapere delle unioni civili!

Eppure, i servi del “principe della menzogna” vivono di menzogne e sanno che a forza di ripeterle incessantemente le menzogne diventano delle verità...

Ma i bugiardi che “fanno le pentole, non sanno fare i coperchi”. Così la bugia del “milione in 100 piazze” per sostenere la causa degli attivisti LGBT, si smonta facendo due conti elementari (erano in tutto meno di 50 mila).

Così, questo consenso generale sui matrimoni gay (e secondo alcuni, addirittura, anche sulle adozioni) si smentisce con un semplice ragionamento.

Ci ha aiutato Uccronline a ricordare che la comunità LGBT ha sempre denunciato gli Italiani in quanto popolo di omofobi.

Un anno e mezzo fa, l’Espresso pubblicava classifiche dove l’Italia (per la mancanza di una norma antiomofobia, tipo il ddl Scalfarotto) risultava nemica delle persone omosessuali: «Discriminazione, paura e aggressioni».

Oggi, sempre sul Gruppo l’Espresso, si legge che «gli italiani sono molto più avanti delle legge dello Stato»: in poco più d’un anno gli omofobi sono tutti spariti, oppure si sono convertiti alla promozione delle “famiglie” Arcobaleno.

Scrive la redazione di UCCR: “Su Repubblica, fino al 2014, quasi ogni giorno si ospitavano interviste di coppie omosessuali maltrattate «solo perché gay» e appelli contro l’inarrestabile fenomeno italiano dell’omofobia. Oggi, sempre su Repubblica, soltanto interviste a sorridentissime coppie omosessuali che chiedono una legge sulle unioni civili perché si sentono già accettate dalla popolazione, perché «la società da questo punto di vista è più avanti delle leggi». Ritornello già sentito. Perfino al catechismo della “figlia” «siamo state accolte a braccia aperte», perché anche la Chiesa è aperta alle nozze trans e organizzerà il prossimo Gay Pride”.

E di questo tenore sono le dichiarazioni di persone di spicco come La Delfa: ieri a strillare contro l’omofobia, oggi a gioire per l’accoglienza e la comprensione, l’affetto e la simpatia, che la gente dimostra verso le “famiglie” Arcobaleno e persino verso l’utero in affitto.

Se continua di questo passo, dovranno ritirare dalle scuole tutti i progetti per la prevenzione del bullismo omofobico!

La verità è che gli Italiani non sono omofobi, ma sono contrari al matrimonio gay. Perché essere contrari al matrimonio gay è nell’interesse di tutti, persino degli omosessuali.

Redazione

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