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«Il maxi manifesto di ProVita è sotto attacco perché scuote le coscienze»

Anche a Genova violente reazioni per la gigantografia che sta facendo il giro d’Italia

Roma, 16 maggio 2018

Da ieri, un maxi manifesto di ProVita campeggia in corso Buenos Aires, una delle principali strade di Genova, e già si sono già fatte sentire le reazioni isteriche di alcune associazioni, sindacati, partiti politici. L’hanno definito «offensivo, colpevolizza le donne che scelgono di seguire ciò che la legge permette», hanno invocato l’intervento del Garante dell’infanzia, perché questa pubblicità sarebbe «lesiva nei confronti dei bambini». Di quali bambini parlano? Di quelli che vengono uccisi con l’aborto?

La reazione di alcuni movimenti e formazioni politiche è violenta, scomposta, perché sempre più Comuni italiani decidono di affiggere l’immagine di ProVita che ricorda a tutti: «Tu eri così a 11 settimane. Tutti i tuoi organi erano presenti. Il tuo cuore batteva già dalla terza settimana dopo il concepimento. Già ti succhiavi il pollice. E ora sei qui perché la tua mamma non ha abortito». Un messaggio semplice, forte, chiaro, rispettoso della vita delle donne e dei bambini. L’hanno compreso in molti, privati cittadini, enti, istituzioni che continuano a richiederci manifesti ProVita da mostrare nelle loro realtà urbane.

Non lo comprendono quei politici, quelle associazioni, quei sindacati che strepitano davanti all’immagine di un bambino nel grembo materno, chiedendo che venga tolto, così come ha fatto il sindaco Raggi a Roma.

«Gli attacchi al maxi manifesto sono tutti inconsistenti. Alcuni dicono che sarebbe offensivo… le verità biologiche sono offensive? Si è detto addirittura che sarebbe lesivo dei diritti dei bambini! Siamo all’assurdo: lesivo dei diritti dei bambini è voler censurare l’immagine del bambino a 11 settimane o pensare che una creatura nel grembo materno si possa sopprimere!», dichiara Toni Brandi, presidente di ProVita.

L’assurda decisione di censurare il maxi manifesto, togliendolo ad aprile, dopo soli tre giorni, da via Gregorio VII a Roma, ha provocato reazioni in tutto il Paese e la solidarietà, l’appoggio alle battaglie di ProVita crescono ogni giorno di più. Cresce anche la fobia, l’inconsistenza delle critiche, crescono gli atteggiamenti di intolleranza e di violenza. Come gli atti vandalici contro i manifesti a Perugia, imbrattati con uno spregio per quel bimbo raffigurato che la dice lunga, sul valore che l’individuo ha per certe associazioni!

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Il maxi manifesto rovinato a Perugia

«Avevamo promesso, dopo la vergognosa censura subita a Roma, che il bambino del maxi manifesto sarebbe tornato. È apparso in tante città italiane, ieri anche a Genova per mettere ancora al centro dell’attenzione il tema della vita prenatale e dell’aborto. Altri manifesti saranno condivisi: non si fermerà la nostra battaglia per la vita», dichiara Toni Brandi, annunciando che altre iniziative saranno prese con l’avvicinarsi della ricorrenza del prossimo 22 maggio, quando 40 anni fa venne legalizzato l’aborto.

Ufficio Stampa ProVita Onlus

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