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nova civilitas

Sabato 13 Ottobre 2018 è nata Nova Civilitas.

Per la presentazione nella sala dei Congressi del Centro Missionario Canossiano a Roma eravamo in centinaia provenienti con ogni mezzo da tutta Italia e per tre ore, tra tante giovanissime presenze e famiglie con bambini, si è respirato quell’aria di fratellanza spirituale che è stata propria dei Family Day.

Ascoltare Maria Rachele, l’indimenticabile voce del Circo Massimo, intervenuta per salutare l’assemblea con il suo piccolino in braccio e sentirla raccontare di come fosse passata “dal Ruiu sposami al Ruiu allattami” è stato un momento sublime di condivisione di una storia straordinaria come solo l’appartenenza a una grande famiglia può narrare, una famiglia dove si cresce insieme, a volte litigando, ma ritrovandosi sempre poiché unico è l’obiettivo e unica è la Guida.

Ma cos’è che ancora una volta ha mosso persone e famiglie che non hanno esitato ad attraversare il Paese in aereo, auto, treno e pullman per ritrovarsi nella capitale in un bellissimo pomeriggio d’ottobre inoltrato?

L’esserci, il testimoniare con la semplice presenza, ci parla dei motivi per cui abbiamo ritenuto necessario fondare Nova Civilitas.

Occorre ricostruire l’identità cristiana di un popolo, quella cultura bimillenaria capace di edificare in tutta Europa scuole, ospedali, cattedrali e opere di bellezza incomparabile che un sistema di potere autoreferenziale e senza valori pretende di demolire fino alle fondamenta per distruggerne ogni traccia.

La sola via politica non basta più. Occorre essere costruttori di civiltà.

Come ci ha ricordato il fondatore, l’avv. Gianfranco Amato, nel corso della sua relazione “è un’illusione pensare che la sola politica possa fermare questa deriva antropologica che sta devastando il nostro paese, e che è guidata da un’ideologia nemica dell’uomo!”. Ed è per questo che abbiamo pensato a un movimento di popolo che sviluppi la sua azione attraverso le tre dimensioni della cultura per informare e conoscere, delle opere sociali per costruire e testimoniare e della politica, rendendola funzionale a questo progetto di ricostruzione.

Come la fede senza la carità, anche una cultura che non si fa opera rimane vuota e autoreferenziale.
Il voler essere la voce di quelli che non hanno voce, degli ultimi, dei più deboli e indifesi rischierebbe di rimanere un mero esercizio accademico se non fosse seguito da iniziative concrete al servizio degli stessi soggetti i cui diritti si proclama di voler difendere.

Predicate il Vangelo, diceva Francesco di Assisi, e solo se è necessario parlate.
Se diciamo che con l’aborto si uccidono i bambini, ma poi non facciamo nulla per aiutare concretamente le mamme a tenersi e far nascere e crescere i loro figli, allora, pur dicendo la verità, avremmo pronunciato solo parole vuote.

Se denunciamo il sistema di potere elitario dominante negli ultimi trent’anni nel nostro paese mettendo in ginocchio milioni di piccole economie familiari, ma poi non facciamo niente per aiutare i tanti padri di famiglia in fila ogni giorno alle mense dei poveri, allora le nostre parole si perderanno nel vento dell’ipocrisia.
Perché ci riconosceranno da ciò che faremo, non da ciò che diremo.

Fedele a questa linea, il Movimento si adopererà per mettere in atto, in via solidale e sussidiaria iniziative vieppiù frequenti e incisive a immediato, concreto e riconoscibile sostegno di quanti sono maggiormente penalizzati dall’attuale modello sociale, politico e imprenditoriale.

E lo farà attraverso il provvidenziale aiuto dei tanti uomini e delle tante donne di buona volontà che sarà riuscito a sensibilizzare incontrandoli sul cammino e che avranno deciso di aprire il loro cuore chinandosi sui fratelli meno fortunati per lenire le ferite ridando loro dignità e speranza.
Tali opere “parleranno” per il Movimento, testimoniando che solo una società costruita a misura d’uomo, riscoprendo radici, memorie, valori e identità di una cultura cristiana bimillenaria, può condurre alla realizzazione del Bene Comune e alla felicità delle persone che ne fanno parte.

Il politico che cerca rimedi economici a problemi economici – diceva Luigi Einaudi – è su una strada sbagliata che non può che condurre al precipizio. Il problema economico è aspetto e conseguenza di un più ampio problema spirituale e morale.

Nova Civilitas non è, non vuole essere e non sarà mai un partito politico.

Tuttavia, nell’ottica della costruzione di un’identità cristiana e nel principio che uno stato deve essere laico, ma non ateo, siamo consapevoli che la politica rimane una dimensione essenziale dove esercitare tutta l’influenza di cui saremo capaci.
Potendo contare su una radicale presenza sul territorio italiano grazie all’instancabile attività svolta nell’ultimo quinquennio dai suoi fondatori, Nova Civilitas nasce per essere una piattaforma, un luogo d’incontro unitivo e inclusivo dove le persone potranno concorrere alla costruzione di una società fondata sui valori cristiani e di una politica finalizzata a tutelare l’applicazione piena e completa del diritto naturale, nella consapevolezza che lo Stato non potrà mai essere la fonte di tutti i diritti e che, di conseguenza, non potrà mai essere la maggioranza parlamentare di un momento a determinare ciò che è vero e ciò che è falso, ciò che è bene e ciò che è male, ciò che è giusto e ciò che è sbagliato.

Con la speranza certa che questo modello sia capace di formare l’orientamento, l’indirizzo e le scelte politiche di quegli uomini che nel corso degli anni a venire avranno la responsabilità del governo del nostro Paese.

Giuseppe Focone

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