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Home Page > Gender > Omofobia: il farmaco della Gaystapo ti può curare
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“Deomofobina – Pillole di conoscenza” è il medicinale che potete trovare nelle farmacie torinesi per “guarire” dall’omofobia, grazie al patrocinio di quello stesso Comune in cui è possibile affermare che un bambino abbia due madri e nessun padre.

Il farmaco viene presentato, sulla confezione, come un «Principio attivo contro gli stati di disinformazione acuta, i disturbi legati al pregiudizio, all’omofobia e alle discriminazioni basate sull’identità sessuale».

All’interno, spiega un articolo di Tempi, oltre al medicinale, è possibile trovare un bugiardino, realizzato dalla psicoterapeuta Margherita Graglia, che illustra «concetti base come il sesso o l’orientamento sessuale, per poi passare a concetti a cui qualcuno forse non ha mai pensato, come l’identità o l’espressione di genere».

Ma che cos’è l’omofobia? Come abbiamo spiegato più volte, se fosse una forma di violenza nei confronti delle persone, sarebbe da condannare. Ma se, come la descrivono i documenti dell’Unar e vari gruppi Lgbt, si tratta di “avversione verso il comportamento omosessuale in se stesso”, fonte di disturbi psichici e malattie fisiche, oltre che grave disordine morale, allora è più che giustificata.

Ma interesse di molti, nell’ambiente Lgbt, è manipolare le coscienze, dominare il pensiero, imporre un regime totaliatario ideologico. Lo abbiamo visto, ormai, in troppe occasioni. Hanno imbavagliato chi parla di biologia, perchè afferma verità dimostrabili, hanno perseguitato chi vuole proteggere i suoi figli dalla propaganda gender, hanno proposto leggi (anche in Italia) liberticide, hanno pensato una psicopolizia per reprimere tutti i  pensieri diversi dal loro.

E, mentre ai nostri bambini viene insegnato che si può scegliere di essere maschi, femmine o “altro” e che è possibile avere “genitori” dello stesso sesso, noi dovremmo restare impassibili per non essere tacciati di omofobia e perseguitati ovunque.

Vediamo ora chiaramente avverarsi quelle parole che il cardinal Muller ha pronunciato proprio qualche giorno fa, definendo «L’omofobia […] uno strumento del dominio totalitario sulla mente degli altri. Al movimento omosessualista mancano gli argomenti scientifici, per questo hanno costruito un’ideologia che vuole dominare […]. Quindi, chi non accetta questa realtà deve essere considerato malato».

Redazione

Aggiornamento:

Tommaso Scandroglio, su La Nuova Bussola Quotidiana, spiega anche gli effetti collaterali della “Deomofobina”

Da un po’ di tempo a questa parte c’è in giro uno strano virus cerebrale: il buonsensimo eteronomo (nome scientifico alium bonum sensum simplex). I sintomi sono ilarità irrefrenabile ogni volta che si legge una news sui “matrimoni” gay, congiuntivite a guardare le immagini di un qualsiasi Gay pride, acufeni ad ascoltare la parola “omofobia” ed emesi acuta appena si apprende una qualsiasi notizia che riguarda le benedizioni sacerdotali a coppie gay.

Ma la ricerca arcobaleno ha fatto passi da gigante ed è riuscita a trovare un farmaco capace non solo di annullare tutti questi sintomi, ma anche di eradicare il virus da tutto il corpo (sociale). Questa medicina è già in commercio e si chiama “Deomofobina”, contro «gli stati di disinformazione acuta, i disturbi legati al pregiudizio, all’omofobia e alle discriminazioni basate sull’identità sessuale». E’ ciò che si legge nel bugiardino – termine quanto mai azzeccato in questo caso – che si cela all’interno di una scatoletta in tutto simile alla confezione di un farmaco da banco. Come ogni medicamento che si rispetti anche la Deomofobina viene venduta in farmacia e non è uno scherzo.

….(omissis)…

L’idea pare scopiazzata dalla Misericordina, di cui parlò anche il Santo Padre: una scatoletta che richiama quella dell’aspirina al cui interno c’è un rosario e un bugiardino. Di certo la Misericordina è assai più efficace che la Deomofobina, perché la prima ha un principio attivo che è Maria, la seconda ha come principio attivo l’ideologia che, a contrario di quanto avviene nei farmaci, non è in quantità minore rispetto agli eccipienti, ma li supera di gran lunga. Inoltre la Deomofobina, oltre ad avere questo principio attivo, ne ha anche uno passivo: la mancanza di anticorpi nel tessuto sociale.

Comunque studi di settore hanno evidenziato effetti collaterali pesanti della Deomofobina, tenuti ben nascosti dalle gaie multinazionali e che si possono verificare anche alla prima assunzione: stati di alienazione dalla realtà (pare che alcuni uomini si credano donne e viceversa), scatti di violenza incontrollata verso coloro che non vogliono assumere questo farmaco, iterazione (ripetizione, senza senso né scopo, delle medesime parole o slogan), senso di persecuzione. Gli esperti hanno consigliato in questi casi di interrompere immediatamente l’assunzione della Deomofobina, segnalare l’accaduto all’Aifa – l’Agenzia Italiana Fede e Amore – ed iniziare immediatamente l’assunzione in dosi massicce di Misericordina.

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17 Commenti, RSS

  • Gianni Rossi

    dice su:
    25/05/2018 alle 11:30

    Rimpiango Fassino… Il comune di Torino sempre “avanti”!

  • serena mora

    dice su:
    25/05/2018 alle 13:51

    non capisco questo stupore
    se ci sono le “terapie riparative” per guarire dall’ omosessualità con preghiere balli canti e cerchi sciamanici (come fosse una malattia cosa che non è) ci saranno anche le terapie contro l’ omofobia fatte di opuscoli divulgativi e informazioni.

    se vale una vale anche l’ altra.

    • Redazione

      dice su:
      25/05/2018 alle 14:12

      preghiere balli canti e cerchi non sono medicinali. l’analogia non regge

      • serena mor

        dice su:
        25/05/2018 alle 14:48

        appunto, nemmeno questo lo è un medicinale in senso stretto. quindi l’ analogia regge eccome
        ma solo informazioni su opuscoli

        se veramente fosse un medicinale in senso stretto
        1 – dovrebbe essere approvato come farmaco a livello nazionale
        2 – sarebbe la conferma che l’ omofobia è una malattia (e qua possiamo parlarne)

        ripeto se c’è gente che cura con preghiere e canti si sarà pure gente che cura con l’ informazione.

        • Giuseppe Fortuna

          dice su:
          25/05/2018 alle 21:49

          E dov’è la similitudine? Le preghiere chiedono l’aiuto divino per ritrovare la verità. Queste pagliacciate invece spacciano per verità una moda o un problema psicologico.

          Il vero problema è e resta il relativismo.

          • serena mor

            dice su:
            26/05/2018 alle 19:25

            lei parte dal presupposto che il suo dio esista e che sia quello giusto tra i tanti e che abbia la verità in tasca

  • Virginia Vinante

    dice su:
    25/05/2018 alle 13:52

    Da non credere!
    …anche le caramelline multicolor.
    Ma pensano davvero che i cosidetti omofobi sentano il bisogno di farsi curare?
    Patrizia

    • serena mor

      dice su:
      25/05/2018 alle 14:50

      sig.ra Virginia, guardi che non è un medicinale vero e proprio, ma (basta leggere) un opuscolo informativo.

  • Francesco Casini

    dice su:
    25/05/2018 alle 15:08

    Signora Serena Mora,
    Ha ragione, l’omosessualità (come anche la transessualità etc..)non è una malattia, ma il sintomo di un disagio. Questa non è un’idea da cattolico retrogrado ma una deduzione logica. Infatti:

    -non è genetica (non si nasce così) altrimenti non esisterebbero persone che da eterosessuali diventano omosessuali e viceversa
    -non c’è prova che sia una scelta

    Invece ci sono forti indizi che sia frutto di una disagio psicologico.
    Le dice nulle che (e potrei citare vari articoli) nelle persone omosessuali c’è un’incidenza di altri disturbi psichici da 1,7 a 8 volte superiore.
    O il fatto che, per quanto riferito da articoli sicuramente non “omofobi”, l’incidenza di violenze domestiche nelle unioni omosessuali è fino a 5 volte superiore alle unioni eterosessuali
    O infine il fatto che l’incidenza di abusi sessuali infantili (e quindi possibili cause di disagio) su persone che in seguito si sono dichiarate omosessuali sia oltre 3 volte che negli altri.
    Quindi non è vero che

  • Francesco Casini

    dice su:
    25/05/2018 alle 15:12

    l’una vale l’altra perché l’omofobia non esiste per come viene intesa da certe associazioni, mentre l’omosessualità esiste e molto probabilmente è sintomo di un disturbo.
    Ciò significa che assecondare tale tendenza non è sicuramente fare il bene di chi la manifesta ma è più opportuno ricercare la causa di tale disagio ed aiutare queste persone a superarlo (la terapia riparativa che lei deride senza saperne niente come nella migliore delle tradizioni delle persone ignoranti e superbe) perché possano superare anche gli altri sintomi di tale disagio.

    Cerchi di studiare prima di parlare signora Mora.

    • serena mor

      dice su:
      25/05/2018 alle 17:06

      Sig. Francesco, lei invece è sicuro di essere informato al 100%? E soprattutto le sue fonti sono siti come questo e similari? Giusto per informazione. Altra cosa, nelle terapie riparative si prega e non è un certo mistero, lo hanno scritto anche su questo sito…

  • serena mor

    dice su:
    25/05/2018 alle 17:11

    Due cose
    L’omosessualità c’è anche in natura e in animali non in cattività
    L’omosessualità è una variante naturale del comportamento umano
    Ora se vuole dire che non è vero è libero di farlo, ma i fatti sono altri

    • Redazione

      dice su:
      26/05/2018 alle 08:40

      Omosessualità in natura (rarissima) è solo dominio violento del più forte sul più debole…
      L’omosessualità è una variante disordinata e innaturale del comportamento umano: i rappori omoerotici sono GIOCHINI . divertenti quanto vuole, ma non sono neanche rapporti sessuali perché gli organi sessuali sono il pene e la vagina. L’ano, la bocca e tutte le altre belle cose che si usano nei rapporti contronatura (anche etero) non sono organi sessuali. Quindi, si incontra un organo sessuale con altre cose o parti del corpo solo per divertimento. Tecnicamente, a voler essere precisi con i termini, NON E’ NEANCHE SESSO.

      • Alessandra L

        dice su:
        26/05/2018 alle 14:40

        Gentile Redazione, mi ha rubato la risposta di bocca.
        Per inciso, signora Serena, in natura è pratica comune l’incesto (quello si, a scopo sessuale e generativo). Che dice, lo sdoganiamo anche per gli umani?

    • Massimo Milazzo

      dice su:
      26/05/2018 alle 19:25

      Anche la necrofilia esiste in natura, nei pinguini. Esistono anche animali che uccidono i cuccioli appena nati e animali che uccidono il compagno dopo l’accoppiamento. È sicura di voler fare similitudini del genere? In natura esiste il dominio dell’altro e la prevaricazione, la conquista del territorio, la dimostrazione di “chi comanda”, non “l’attrazione” omosessuale.

  • Francesco Casini

    dice su:
    26/05/2018 alle 12:01

    Signora Mor
    Le mie fonti sono articoli e saggi di origine prevalentemente USA e Olanda (terra nota non esattamente per la sua omofobia) pubblicati su riviste ufficiali specializzate in medicina e psicologia e che mi sto pazientemente traducendo perché in italiano non si trovano (chissà perché).
    Per quanto riguarda l’ omosessualità in natura non esiste. Non esistono esemplari di animali omosessuali eslusivi;sono tutti etero, perché la natura volge alla riproduzione. Possono presentare comportamenti omosessuali sporadici in senso di dominio. Per quanto riguarda il caso dei bonobo, che ce ne siano omosessuali è una ormai nota fake news, sono animali ipersessuali che usano il sesso, compresi episodi omosessuali, per regolare le relazioni Interne al branco. Torno a ripetere… Studi prima di scrivere.

  • Francesco Casini

    dice su:
    26/05/2018 alle 16:31

    Senza contare che, anche se esistessero in qualche pianeta(sulla terra non ci sono) esemplari di animali omosessuali, non è detto che quanto vale per gli animali debba valere per gli umani.
    Nei branchi di leoni un nuovo capo cerca di uccidere i cuccioli che le femmine hanno avuto dal precedente capo(e alle volte ci riesce) per potersi accoppiare con loro subito(altrimenti fino allo svezzamento non potrebbe).
    Che facciamo, poiché in natura è così, se un uomo sposa una vedova o una donna divorziata, è autorizzato ad uccidere i figli di questa ultima???
    In altre specie in momenti di crisi vige il cannibalismo… Lo rendiamo legale pure noi???
    In molti insetti la femmina uccide ed alle volte mangia il maschio dopo l’accoppiamento… in questo caso la moglie può uccidere il marito ??
    Ma la facciamo finita di prendere ad esempio gli animali ,che sono altra cosa dall’essere umano?! (nonostante ciò che affermano certe correnti di pensiero)

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