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Home Page > Gender > Pagano (Lega) al ministro Grillo: “Pericolosissimo erogare la triptorelina”
Pagano

Bloccare la pubertà di un bambino o di un adolescente, per quanto assurdo possa sembrare, è possibile. Anche in Italia, con il farmaco a base della molecola di triptorelina, che l’Aifa ha inserito tra i medicinali erogabili.

Un tema controverso anche in Parlamento, dove il deputato della Lega Alessandro Pagano ha denunciato la pericolosità di tale pratica durante un question time rivolto al ministro della Salute Giulia Grillo.

Pagano ha sottolineato le conseguenze, nella possibilità di somministrare la triptorelina, legate «all’età, alla responsabilità e alla genitorialità», ma soprattutto connesse a «una materia così sensibile, che riguarda la salute e la difesa dei minori». Il deputato del Carroccio ha chiesto al ministro Grillo di «sospendere l’applicazione della determina e operare attraverso una prescrizione che vada» in una direzione diversa rispetto alle pericolose possibilità che la somministrazione di triptorelina può avere attualmente.

La voce del buon senso Il ministro della Salute, dopo una forse troppo complessa spiegazione tecnica della molecola e dei medicinali in questione (come si legge nel resoconto stenografico pubblicato dal Centro Studi Livatino), ha precisato che l’Agenzia italiana del farmaco «ha indicato, ai fini dell’accesso al trattamento, che la diagnosi sia confermata da un’équipe multidisciplinare specialistica composta da specialisti in neuropsichiatria dell’infanzia e dell’adolescenza, in endocrinologia pediatrica, in psicologia dell’età evolutiva e bioetica, alla quale compete effettuare un’analisi di rischi e benefici che abbia al centro esclusivamente l’interesse e il migliore sviluppo dell’adolescente, per quanto in un contesto di obiettiva sensibilità». Ricordiamo, infatti, che la molecola della triptorelina è stata inserita tra i medicinali erogabili «per combattere o cercare di tamponare», come ha illustrato Alessandro Pagano, «i problemi legati alla disforia di genere, che com’è noto è un problema legato all’identità di genere».

Per il deputato leghista, però, la risposta della Grillo – e in generale l’impostazione che attualmente si dà alla questione sollevata – rivela il carattere «di tipo ideologico», anche perché, secondo Pagano, i dettagli citati nell’interrogazione «hanno una discutibile valenza scientifica». Per Pagano, quindi, è assurdo che «si possa bloccare la pubertà in bambini dai 12 ai 16 anni e lo si possa fare intervenendo liberamente con un farmaco». Un fatto che non può che turbare qualsiasi genitore, qualsiasi componente di una famiglia con degli adolescenti al suo interno.

Un problema che, oltre ai chiari pericoli medici e per la salute dei bambini, ha e avrà dei risvolti politici poiché la decisione a monte di poter erogare questa molecola è stata presa da un organismo amministrativo, appunto l’Aifa. Un aspetto inconcepibile per il deputato Pagano che ha sottolineato che «una decisione di questo genere non può essere presa da un direttore generale. L’Esecutivo», ha spiegato «serve a questo, il Parlamento serve a questo», poiché si sta parlando «di una valenza costituzionale, cioè della salute dei bambini, la salute in generale, le famiglie. Questi sono», ha affermato Pagano, «elementi che non possono essere lasciati in mano a un capo amministrativo».

Salvatore Tropea

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2 Commenti, RSS

  • Francesco D'Agostino

    dice su:
    05/07/2019 alle 09:57

    Mi chiedo se l’on. Pagano (di cui ignoro le competenze extra-parlamentari) abbia acquisito la documentazione scientifica a partire dalla quale si sono mosse l’AIFA e il Comitato nazionale per la Bioetica, nel ritenere che in casi molto circoscritti sia lecito fare ricorso alla triptorelina. Posso testimoniare l’estrema serietà con la quale il CNB ha affrontato e discusso la questione, giungendo a una conclusione che, se non ricordo male, ha registrato un solo voto dissenziente.
    Francesco D’Agostino, prof. Emerito dell’Università di Roma Tor Vergata
    Membro della Pontificia Accademia per la vita e del Comitato nazionale per la Bioetica

    • Redazione

      dice su:
      06/07/2019 alle 08:06

      Egregio Professore,
      se la triptorelina fosse ammissibile solo in casi molto circoscritti, non ci sarebbe stato bisogno di liberalizzarne l’uso. Temo che il CNB non abbia voluto ascoltare il parere documentatissimo, anche dal punto di vista scientifico, della dott. Morresi, né abbia voluto applicare in ultima istanza il principio di precauzione, per un abbaglio, un errore, giustificabile solo per la potenza della propaganda e dell’ideologia: queste hanno infettato anche la comunità scientifica, possono aver indotto nell’errore anche insigni giuristi e bioeticisti.
      Già nel giro di pochi mesi ho potuto verificare un paio di casi di mamme mal consigliate da pessimi psicologi che hanno voluto far cominciare il trattamento ormonale a ragazzini che – secondo le insegnanti, che pure un minimo di voce in capitolo potrebbero avere – di tutto avrebbero bisogno tranne che di triptorelina…
      Faremo la fine dell’Inghilterra (http://www.lanuovabq.it/it/cambio-di-sesso-allarme-governo-4000-bimbe-in-piu), grazie anche al CNB.
      Cordiali saluti
      Francesca Romana Poleggi (direttore editoriale di Notizie Pro Vita & Famiglia)

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