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Home Page > Gender > Piacenza contro le ingiuste discriminazioni esce da Re.A.Dy
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Piacenza segue l’esempio di Trieste e esce dalla “Rete Re.A.DY”, la rete nazionale delle amministrazioni pubbliche anti discriminazioni per l’orientamento sessuale e identità di genere.

Massimo Polledri, il consigliere che ha proposto la delibera, ha detto che «La rete in questi anni si è contraddistinta per aver propagandato progetti di educazione sessuale che si basano sull’ideologia gender. A nostro giudizio interveniva in un campo in cui si dovrebbe privilegiare l’autonomia educativa della famiglia».

Gli enti come la Rete Re.A.Dy  si fregiano della qualità di lottare contro le discriminazioni, ma in realtà consentono di operare ingiuste discriminazioni a favore di una minoranza. La minoranza LGBTQIA(…), infatti, predica l’uguaglianza, ma poi rivendica trattamenti speciali, rivendica che i desideri e i capricci di alcuni assurgano a diritti a scapito di altri, rivendica che dei discutibili gusti sessuali siano per legge condivisi e approvati da tutti e portati – anzi – ad esempio per le nuove generazioni.

“L’obiettivo di RE.A.DY è quello di mettere in sinergia l’azione delle Pubbliche Amministrazioni per promuovere sul piano locale politiche che sappiano rispondere ai bisogni delle persone lgbt, contribuendo a migliorarne la qualità della vita e creando un clima sociale di rispetto e di confronto libero da pregiudizi…  Promuove presso le Pubbliche Amministrazioni un’attenzione permanente all’emersione dei bisogni della popolazione lgbt e opera affinché questi siano presi in considerazione anche nella pianificazione strategica degli Enti; diffonde i propri obiettivi e le esperienze realizzate nel territorio nazionale attraverso idonee campagne di comunicazione sociale; promuove nuove adesioni alla Rete e la realizzazione di azioni positive.” Non lo diciamo noi, lo dice Wikipink, l’enciclopedia LGBT sviluppata da cultura gay.it. Vorremmo proprio che qualcuno provi a sostenere che questo intento non è fare propaganda ideologica.

Redazione

Fonte: il Piacenza

 


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Un Commento, RSS

  • angelo mandelli

    dice su:
    09/10/2017 alle 15:43

    Bravissima Piacenza. Ce n’ è voluta per sancire l’ ovvio. E cioè che sono proprio le associazioni arcobaleno a volere la discriminazione!!!

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