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Home Page > Aborto > Pro Vita vince il ricorso al Tar, l’ordinanza del sindaco di Magione non è valida
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Finalmente giustizia è fatta: Pro Vita vince il ricorso al Tar in merito ai manifesti anti-aborto che il sindaco di Magione aveva fatto rimuovere con delle assurde motivazioni.

Stiamo parlando della gigantografia recante l’immagine di un feto in perfette condizioni con la scritta «Tu eri così a 11 settimane. E ora sei qui perché mamma non ti ha abortito»: piaccia o no il contenuto, difatti, riporta la realtà. Fatto sta che il primo cittadino ha pensato bene, con l’ordinanza del 14 maggio 2018, di far rimuovere i manifesti «in applicazione a quanto prescritto dall’art. 8, c. 6 del Regolamento comunale per l’applicazione dell’imposta di pubblicità e dei diritti sulle pubbliche affissioni», in quanto «veicolerebbero contenuti e immagini lesivi del rispetto dei diritti individuali della persona tutelati da norme costituzionali e da leggi specifiche dello Stato vigenti». Il riferimento, in modo particolare è alla legge sull’interruzione di gravidanza.

Secondo quanto riportato dall’ordinanza emessa dal sindaco, l’iniziativa confliggerebbe  con i «principi e le prescrizioni di una specifica legge dello Stato, vigente: “Legge 22 maggio 1978, n.194 – Norme per la tutela sociale della maternità e sull’interruzione volontaria della gravidanza“»; pertanto, si legge nell’ordinanza, «l’esposizione di manifesti, quantunque autorizzati, se contrastino con leggi specifiche dello Stato vanno rimossi alla luce di quanto statuito dall’art. 8, comma 6 del vigente Regolamento comunale per l’applicazione dell’imposta di pubblicità e dei diritti sulle pubbliche affissioni».

Per tutta risposta Pro Vita ha presentato ricorso per «violazione e falsa applicazione dell’articolo 21 della Costituzione» che sancisce la libertà di manifestare il proprio pensiero anche a mezzo stampa, nonché del Regolamento comunale per l’applicazione dell’imposta di pubblicità e dei diritti sulle pubbliche affissioni, denunciando l’incompetenza  e la carenza di potere, la violazione del principio di legalità e dell’articolo 97 della Costituzione che riguarda l’operato della pubblica amministrazione che dev’essere improntato, come stabilisce la legge, ai principi di efficienza e imparzialità.

Nel caso specifico, i giudici amministrativi si sono concentrati sull’incompetenza del «sindaco a emanare un provvedimento» di rimozione dei manifesti e «le situazioni di incompetenza» verrebbero prima di qualsiasi altra motivazione.

Dunque il sindaco di Magione (ma vale per tutti i sindaci) non aveva il potere di far rimuovere i manifesti in questione. Per questo motivo Pro Vitaha vinto il ricorso al Tar, tra l’altro, per i giudici, nei manifesti «circa la carenza di motivazione del provvedimento, che non individua puntualmente alcuna disposizione di legge violata, non è possibile ravvisare nella previsione regolamentare riportata, invero generica, una competenza sindacale ad adottare provvedimenti di rimozione quali quello gravato». Vince ancora la legge contro le ideologie…

Manuela Antonacci

La voce del buon senso

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6 Commenti, RSS

  • FRANCESCO GIRGENTI

    dice su:
    16/05/2019 alle 13:06

    Bene
    Bravi

  • Mario Perfetti

    dice su:
    17/05/2019 alle 22:13

    Il comune di magione é stato o no condannato al pagamento delle spese processuali ed a rifondere quelle sostenute dalla parte ricorrente?

    • Redazione

      dice su:
      19/05/2019 alle 06:18

      Purtroppo, per questioni tecniche e cavilli procedurali (il Comune furbescamente non si è costituito in giudizio) non abbiamo ottenuto un risarcimento del danno. Ma per ora la vittoria morale ci basta. Abbiamo ancora in piedi arecchie azioni legali (per es. con la Raggi). Vedremo cosa accadrà in quelle.

      • Ugo Bresciani

        dice su:
        19/05/2019 alle 12:37

        Chissà, forse un vostro abile legale, dopo questa sentanza, potrebbe ravvisare gli estremi di abuso d’ufficio e con un esposto querela ad personam (verso il sindaco) spostare la questione nel penale e arrivare ad un risarcimento. Lì il trucchetto del non costituirsi è impossibile!

        • Redazione

          dice su:
          19/05/2019 alle 15:50

          Per abuso d’ufficio abbiamo denunciato la Raggi. Chiederò ai legali perché non è stato denunciato anche questo Sindaco.

          Grazie mille per i consigli

  • Yolanda FONTANA

    dice su:
    18/05/2019 alle 16:59

    BRAVISSIMI ! Prova che non sempre la ragione è dalla parte di chi si crede potente.

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