Attendere prego

Home Page > Notizie dall’Italia > Protesta di Pro Vita al I Municipio per le dimissioni della Alfonsi
Pro-Vita_Alfonsi_blitz

COMUNICATO STAMPA

 Protesta di Pro Vita al Municipio I
Il presidente Brandi: «Con bavaglio e in silenzio per le dimissioni della Alfonsi»

 

Roma, 28 novembre 2018

«Da Sabrina Alfonsi abbiamo subìto un atto incivile e abusivo lunedì sera, quando la signora in questione ha deciso, con altre abortiste della Giunta, di imbrattare il manifesto in difesa del nascituro che è esposto nella nostra vetrina affacciata sulla strada. Per questo, insieme a sostenitori di Pro Vita e altri cittadini, siamo scesi in campo in difesa della libertà di dire la verità sul valore della vita. Ci siamo presentati all’assemblea del Consiglio Municipale di Roma Centro per sostenere la richiesta di dimissioni del Presidente Alfonsi»: è quanto ha dichiarato Toni Brandi, presidente di Pro Vita, che si è presentato stamane con bavaglio e in silenzio insieme a sostenitori nell’Aula municipale per appoggiare la mozione di Fratelli d’Italia, che chiederà le dimissioni della presidente del I Municipio Sabrina Alfonsi.

Ormai gli abortisti non tollerano che si possa manifestare in favore della vita nemmeno nel proprio domicilio! Questa azione abusiva e liberticida da parte di un presidente di Municipio è intollerabile:

Firma anche tu
il modulo per chiedere le dimissioni del presidente del Municipio I Roma!

 

«Una rappresentante istituzionale del Municipio non può permettersi di compiere azioni indegne che non rappresentano l’intera cittadinanza ma solo qualche ex femminista radical chic e abortista: tutte persone che dimenticano di essere nate grazie alla scelta per la vita fatta dai loro genitori. La Alfonsi ha voluto calpestare il diritto degli altri di avere un’opinione e di esporla pubblicamente», ha continuato Brandi.

«Ringrazio pubblicamente gli esponenti di Fratelli d’Italia del primo municipio, Stefano Tozzi, Gianluca Caramanna, Lorenzo Santonocito e Maurizio Esposito, che hanno subito condannato l’azione di censura e che chiederanno le dimissioni della Alfonsi, con l’opposizione d’accordo (M5s e Lega). Li ringrazio perché bisogna sempre avere il coraggio delle proprie idee e perché si è davvero liberi solo quando si può esprimere il proprio pensiero senza piegarsi a chi vorrebbe tapparci la bocca».

Ufficio Stampa di Pro Vita Onlus

Ufficio Stampa Pro Vita Onlus
Tel: +39 3929042395
Mail: ufficiostampa@provitaonlus.org
@ProVita_Tweet
Sito: www.notizieprovita.it

La voce del buon senso

 

 

Rassegna Stampa

Tra i media che ne hanno parlato, In Terris, Stilum Curiae, Il Giornale, Roma Today, Prima Pagina News, La Repubblica, Roma Today – 2, Corriere, Il Messaggero, Romait.it, Quotidiano Sanità, Abitare a Roma, Agenzia Nova, Agenzia Nova – 2, AgenParl, Libertà e Persona

1 Star2 Stars3 Stars4 Stars5 Stars (No Ratings Yet)
Loading...

5 Commenti, RSS

  • tiziana mayer

    dice su:
    29/11/2018 alle 21:08

    Vergognoso

  • antonia parisotto

    dice su:
    30/11/2018 alle 00:18

    un Paese dove viene negata libertà di pensiero e parola è un Paese sotto regime.

    Fa specie che in modo sempre più incalzante questo diritto sia calpestato proprio da quei soggetti e gruppi politici sempre pronti a scendere in piazza per rivendicare. Peccato però che siano sempre quelli che lo fanno urlando e calpestando gli altri.!

  • Roberto Smaniotto

    dice su:
    30/11/2018 alle 07:56

    Vergogna per la tracotanza di queste bullette che godono di impunità a loro tutto è permesso. Grazie a Pro Vita il mio sostegno anche con la preghiera.

  • Franco Visintainer

    dice su:
    30/11/2018 alle 12:13

    Le dimissioni sono il minimo.Questi personaggi non sono degni di rappresentare le Istituzioni . Sono ruderi staliniani e vanno fermati in tutti i modi possibili

  • Paolo Emilio Macciò

    dice su:
    30/11/2018 alle 16:24

    Nel sottoscrivere in pieno la vostra petizione, vi suggerisco – oltre la consegna del video ai Carabinieri – di valutare con un legale di fiducia la possibilità comunque di un esposto/querela e/o di una citazione. Qualunque ne sia l’esito, doversi comunque sottoporre ad un procedimento penale e/o civile (con sostenimento delle relative spese legali, ancorché offerte da associazioni-sponsor) sarebbe per queste “signore” molto educativo!

    Con viva stima
    Dr. Paolo E. Macciò

La tua email non sarà pubblicata. I campi richiesti sono contrassegnati da *

 Caratteri disponibili

Articoli Correlati