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Home Page > Gender > Puglia: spazi pubblici come luoghi di confronto o di dominio?
casa delle donne_ Bari_ Puglia

Nella Puglia del governatore Emiliano gli spazi pubblici sembra non siano deputati a essere luogo e occasione di confronto democratico.

«Assemblea autoconvocata delle donne. Mobilitiamoci per fermare l’attacco delle destre alla 194 e a tutti i diritti civili! Ciò che sta avvenendo in Italia e nel mondo ci dice che dobbiamo reagire, innanzitutto noi donne progressiste, femministe, di sinistra, che questi diritti li abbiamo conquistati per tutte e per tutti, in tutto il mondo, perché non torneremo indietro!
Le donne oggi sono un bersaglio: quanto avvenuto in consiglio comunale a Verona, il disegno di legge Pillon, le continue minacce alla 194 attraverso il tentativo di finanziare gruppi fondamentalisti e di privatizzare i consultori, l’attacco alle azioni anti-omotransfobia, l’idea che sia giusto ricacciare le donne in famiglia, relegarle al lavoro di cura, l’invisibilità cui sono costrette le donne migranti, il disconoscimento della diffusa violenza di genere sono segni di un pericoloso oscurantismo. Invitiamo tutte le associazioni, le singole e i singoli a diffondere e a partecipare. Martedì 23 ottobre ore 18.00, Casa delle Donne del Mediterraneo, Bari».

La voce del buon senso Una chiamata alle armi che giunge da Titti Caterina De Simone, direttamente dal suo profilo Facebook. Titti De Simone, consigliere politico del presidente della Puglia Michele Emiliano, ha una lunga carriera nel mondo LGBTI: attivista di Arcigay prima a Palermo poi a Bologna, fondatrice di Arcilesbica e organizzatrice del World Pride del 2000, è oggi tra le promotrici più accanite del ddl regionale contro l’omofobia tanto temuto e discusso in Puglia, del cui impianto liberticida abbiamo già avuto modo di parlare.

La sua pubblica “autoconvocazione”, tramite social, non ha lasciato indifferenti alcune rappresentanti del centrodestra pugliese: Annarita Tateo, deputata parlamentare della Lega, che da donna e da pugliese ha voluto dire la sua sull’argomento, definendo “indecente” che un luogo come la Casa delle donne del Mediterraneo di proprietà del Comune, affidato alla gestione di un’associazione di promozione sociale “Stati generali” delle donne, nata come associazione trasversale, per dar voce a tutte le donne della città, sia ormai da tempo il mezzo di propaganda culturale di iniziative e associazioni apertamente di sinistra che, invece di essere aperte al confronto, se la cantano e se la suonano, senza nemmeno cercare un contraddittorio.

Le fa da eco Antonella Lella, del direttivo cittadino della Lega di Bari, che pone l’accento sul termine “autoconvocazione” usato da Titti De Simone, che, afferma, rende bene l’idea della sicumera con cui si portano avanti iniziative, in uno spazio pubblico, rivolte esplicitamente ad una cerchia ristretta di persone, escludendone, con espressioni “ad hoc“, matematicamente altre.

Insomma nella Puglia di Emiliano, in mano ormai da anni ai “democratici”, sembra davvero, alla luce dei (mis)fatti recenti, esserci sempre meno spazio per forme di pensiero diverse da quelle di certa politica, che sembra non trovare ideali alternativi a quelli del pensiero unico, inondandone anzi, senza remore, anche gli spazi liberi della città.

Manuela Antonacci

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