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Home Page > Gender > Rainbow Magicland: festival Lgbt nel parco di divertimenti per bambini
Locandina festival gay

Non è più una novità. Come ormai da quattro anni a questa parte, Muccassassina celebrerà la sua kermesse estiva romana, quest’anno intitolata Splendido Summer Festival, presso il parco divertimenti Rainbow Magicland, a Valmontone, nei pressi di Roma. Undici ore di afterhour, dalle 5 del pomeriggio di sabato 20 luglio, fino alle 4 del mattino di domenica. Per i meno informati, Muccassassina è il più noto e il più “antico” club gay di Roma, celebre per i suoi spettacoli bulresque all’insegna dell’ambiguità e della trasgressione di marca arcobaleno.

La voce del buon senso Il dato allarmante, tuttavia, è il fatto che la manifestazione si tenga in un parco divertimenti meta di persone di tutte le età ma, in particolare, bambini e ragazzi. Se è vero che l’intero festival è accessibile esclusivamente tramite tariffa all inclusive, che dà diritto di partecipazione all’intero evento, da metà pomeriggio fino a notte fonda, nelle locandine non è però specificato se lo Splendido Festival occuperà l’intera superficie del Rainbow Magicland, monopolizzando tutta la struttura oppure se potranno farvi ingresso anche persone – tra le quali famiglie con bambini – che non sono interessate al festival. Gli organizzatori non hanno nemmeno puntualizzato se il loro evento gay friendly sia vietato o sconsigliato ai minori.

Tre le «attrazioni» del Parco, il messaggio promozionale dello Splendido Festival menziona «Fabulous Drag Queens» e «gogo boys», oltre, naturalmente a musica dal vivo a 360 gradi. Da notare che, durante l’edizione dello scorso anno (14 luglio 2018), denominata Favolosa, il Muccassassina portò al Rainbow Magicland una festa ispirata al tema delle favole di Pinocchio, Biancaneve e Peter Pan: un modo come un altro, foss’anche solo simbolico, di avvicinare l’universo Lgbt al mondo dell’infanzia.

Nell’edizione di due anni fa, Mucca and Legends (22 luglio 2017), presso il Rainbow Magicland si tennero due musical ispirati a Cappuccetto Rosso e a Robin Hood e altri spettacoli rivolti in modo specifico all’infanzia.

Andando ancora indietro nel tempo, l’edizione celebratasi il 31 luglio 2015, ebbe come special guest, Andromeda, Lupin II, Candy Candy, Sailor Moon e l’Uomo Tigre: anche qui una deliberata commistione con l’immaginario infantile, incarnato, in questo caso nei miti del cartoon.

Può essere solamente un caso? Davvero non esistono, al di fuori dei luna park frequentati dai più piccoli, spazi idonei per un festival gay? È davvero necessario che gli Lgbt debbano sempre coinvolgere i minori nelle loro manifestazioni, spesso oltraggiose del comune senso del pudore?

Luca Marcolivio

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Un Commento, RSS

  • Francesco Casini

    dice su:
    10/07/2019 alle 17:58

    Bene a sapersi.
    Da bambino sono stato portato in vai parchi e questo non esisteva ancora. Anche se vorrò portare i miei figli in un parco divertimento avrò buona cura di evitare quello in particolare.

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