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Home Page > Gender > Solidarietà a Riso, violenza da condannare sempre
Sebastiano_ Riso_violenza_omofobia_utero in affitto

ProVita Onlus si associa all’indignazione di Massimo Gandolfini, nel condannare senza se e senza ma la violenza di cui è stato fatto oggetto il regista Sebastiano Riso.

Condanniamo fermamente la vile aggressione al regista Sebastiano Riso e gli esprimiamo la nostra più sincera solidarietà.

«Secondo quanto riferisce la vittima, durante il pestaggio gli aggressori hanno fatto riferimento alle tematiche affrontate nel suo ultimo film “Una famiglia”, che rappresenta una delle poche forme artistiche con cui sia mai stata denunciata, in Italia, la barbara pratica dell’utero in affitto, a cui fanno ricorso sia coppie omosessuali sia eterosessuali.

Quindi gli aggressori oltre ad essere omofobi e violenti – che vanno stigmatizzati senza se e senza ma e rintracciati il prima possibile – sono anche degli imbecilli ignoranti che non conoscono lo sforzo di Riso nel mettere a fuoco la diffusione di una piaga sulla quale da sempre il mondo pro family ha concentrato il suo impegno per la verità e la tutela dei bambini», così ha detto Massimo Gandolfini, presidente del Comitato difendiamo i nostri figli promotore del Family day, in un comunicato stampa rilasciato oggi, che ProVita sottoscrive in pieno.

«Facciamo appello alle forze di polizia affinché facciano luce su tutta la vicenda e consegnino alla giustizia i responsabili di questo episodio gravissimo.

Allo stesso tempo non possiamo esimerci dallo disapprovare coloro che in queste ore strumentalizzano questa aggressione per tornare ad invocare l’approvazione di norme contro l’omo-trans-fobia da parte delle istituzioni. Per punire gli aggressori con pesantissime condanne, ci sono le leggi vigenti del codice penale a protezione della persona, che prescindono dall’orientamento sessuale della vittima.

Abbiamo visto infatti che spesso leggi che si propongono di fermare un solo tipo di violenza contro singole categorie, hanno poi come unico risultato quello di limitare la libertà di parola di chi sostiene talune posizioni bio-etiche in maniera argomentata e nel pieno rispetto della legalità e del civile dibattito democratico».

Il Comitato Direttivo di ProVita Onlus


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