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Home Page > Aborto > Testa o croce? La provocazione dei razionalisti che non ragionano
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Testa o croce? A Cagliari è comparso un manifesto chiaramente pro aborto e contro il diritto all’obiezione di coscienza. Si vedono due  persone raffigurate dal collo in giù, una ha il camice da medico, l’altro indossa una croce sul petto. Sotto campeggia la scritta «Testa o croce? #non affidarti al caso» e infine  un invito: «Chiedi subito al tuo medico se pratica qualche forma di obiezione di coscienza». Il manifesto è firmato dall’Unione degli Atei e degli Agnostici Razionalisti. Il messaggio è molto semplice, ossia un chiaro invito a tenersi alla larga da quei medici obiettori che possono dissuadere una donna dal ricorrere all’aborto.

Un classico esempio di “razzismo ideologico”. Perché, ancora una volta, traspare un concetto di libertà del tutto deformato da parte di chi si erge ormai da anni a paladino dei diritti individuali. Così il medico obiettore è considerato un nemico a prescindere, e soprattutto un ostacolo al soddisfacimento di un desiderio individualistico, quale quello di “interrompere una gravidanza”. Che è sempre, e solo, una questione di “testa”. Perché abortire non è come togliere una cisti, è un qualcosa destinato a lasciare segni indelebili nella vita della donna, rischiando anche di provocare forti traumi e conseguenze devastanti sulla propria stabilità psico-fisicaRischi che, va detto, non sono esclusi nemmeno da quei medici e quegli psichiatri favorevoli alla legge 194 ma consapevoli di tutte le insidie che un aborto può comportare.

Per questo serve “ragionare”, dal momento che si sta uccidendo una vita umana che vive all’interno del proprio corpo. E allora come si può banalizzare l’aborto riconducendo la questione a uno scontro fra scienza e fede che in questo caso non c’entra assolutamente nulla? Si ha come l’impressione che gli autori del manifesto non capiscano cosa voglia dire abortire e pretendano di farlo capire ancora meno a chi rischia di soffocare la vita umana che porta in grembo.

La presenza dei medici obiettori nelle strutture ospedaliere è l’ultima speranza che hanno le donne di non portare a compimento un gesto estremo, il più delle volte condizionato dalle paure o da situazioni contingenti negative. Invitare le donne a non affidarsi nelle mani di medici obiettori, come fanno gli atei e agnostici razionalisti, equivale a lasciarle ancora di più prigioniere delle loro ansie, delle loro paure, della loro infinita solitudine, dei loro drammi esistenziali,  per finire nelle mani di meri dispensatori di morte. Forse proprio quella “croce” identificata a sproposito col medico obiettore, potrebbe essere invece d’aiuto alla “testa” per capire l’importanza di fermarsi in tempo.

Americo Mascarucci

La voce del buon senso

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8 Commenti, RSS

  • Francesco Casini

    dice su:
    20/12/2018 alle 13:32

    Sono proprio deluso.
    Io sono una persona estremamente razionale. Chi mi conosce bene mi dice che sono “ingegnere dentro” oltre che fuori, quando faccio o dico qualcosa non manca mai il commento di qualcuno che mi dice “sei troppo ingegnere”, analizzo razionalmente quasi ogni problema che mi si proponga e la mia mente lavora spesso per schemi.
    Proprio per questo non riesco a capire come delle persone, per quanto atee, che si professano razionaliste possano dirsi pro-aborto. Uno (pseudo) razionalista potrebbe dire che quel manifesto non è a favore dell’aborto ma contro l’obiezione di coscienza (che razionalmente può avere un suo fondamento) ma è innegabile che in questo momento in Italia (per merito anche delle campagne pro-life di questo anno) un manifesto del genere denota lo spirito pro aborto di queste persone. Ma dovrebbe esser proprio la razionalità prima di ogni sentimento (religioso o meno), ogni emozione, ogni ideologia (tutte cose spesso ingannevoli) a urlare che l’aborto è un omicidio, che non è possibile pensare una società razionale che punisca l’omicidio, condanni la pena di morte e consideri un diritto .
    E il famoso slogan che il corpo è delle donne e ci fanno cosa vogliono non regge neppure quello. Col loro corpo ci fanno ciò che vogliono; se lo vogliono deturpare, mutilare, (s)vendere, usare, libere di farlo. Ma quando sono in dolce attesa non è solo il loro corpo ma c’è un essere vivente dentro loro che potrebbe voler dire “LA VITA E’ MIA E CI FACCIO CIO’ CHE VOGLIO”.
    Quindi la conclusione è questa:
    COME FA QUESTA GENTAGLIA, QUESTI FILOSOFASTRI, QUESTA SPECIE DI ATEI A DIRSI RAZIONALISTI?
    Che poi sono convinto che nessuno di loro reggerebbe ad un ragionamento rigoroso fatto sull’argomento, ma presi tutti assieme fanno un gran chiasso. D’altra parte diceva Seneca “Argumentum pessimi turba est”.

    • serena mor

      dice su:
      28/12/2018 alle 09:21

      Visto che citando le sue parole scrive che lei è
      “troppo ingegnere”, analizzo razionalmente quasi ogni problema che mi si proponga e la mia mente lavora spesso per schemi.”

      mi spiega dove esattamente nel manifesto c’è la parola ABORTO? perché razionalmente/materialmente non c’è.
      e le posso garantire che obiezione di coscienza negli ospedali (e più in generale) non si limita al solo aborto ma a tante altre cose…ma “razionalmente” è andato a leggere sono quello che c’è scritto nell’ articolo (fatto da altri) e non il manifesto in sé.

      • Francesco Casini

        dice su:
        12/01/2019 alle 13:16

        Basta che legga il mio commento al presente scritto il 22/12/2018 (una settimana prima della sua domanda) e dentro c’è scritta la risposta.

  • Antonio Iannoli

    dice su:
    21/12/2018 alle 12:58

    Articolo scritto appositamemte per fuorviare il messaggio, ovviamente perchè un confronto diretto sarebbe troppo sconveniente, tirerebbe fuori delle scomode verità.
    La religione deve stare fuori da certi ambienti, ciò non vuol dire essere pro o contro l’aborto, una donna ha il completo diritto di poter decidere, consapevolmente, se continuare e portare a compimento la gravidanza o poterla interrompere. Quindi nell’ambiente ospedaliero deve poter esserci una figura che, dopo aver appurato che la donna in questione sia in salute sia fisica sia mentale e che abbia deciso di interrompere, porti a compimento questa decisione..si chiama libero arbitrio, libertà di scegliere per sè, perchè state certi che una donna che vuole abortire lo farà in un modo o nell’altro.
    L’articolo ribadisco è scritto in maniera fuorviante e ciò è molto deludente.

    • Redazione

      dice su:
      22/12/2018 alle 15:22

      Ma come può una persona razionale e materialista accettare che una persona sia libera di ucciderne un’altra (indifesa e che non può parlare)? Come può essere ancora valido lo ius viatae ac necis degli antichi Romani, nel 2019?

  • Claudio Pagnani

    dice su:
    21/12/2018 alle 14:58

    Rispondo al Sig. Casini circa le sue “osservazioni/accuse” agli atei, “gentaglia , filosofastri” ecc.ecc.
    Noi siamo per la libertà di scegliere e decidere per sè stessi e non per altri, anche su materia delicata come le tematiche etiche. C’è una legge che da 40 anni vige nel nostro Paese, una legge la cui applicazione ha ridotto drasticamente gli aborti. Ma tutto questo non basta a quanti manifestano ipocritamente contro tale libertà e dirtitto. Io credo che una persona di fronte al dilemma se abortire o meno, non possa essere accusata di omicidio, di irresponsabilità o altro. Potevo capire l’obiezione di coscienza 40 anni fa, ma oggi chiunque si specializzi in ginecologia , sa benissimo che può trovarsi di fronte ad una richiesta simile. Non credo che una donna abortisca a “cuor leggero”, ma sia un dramma per lei. Però è altrettanto vero che una gravidanza indesiderata o peggio ancora a rischio del nascituro o della donna stessa, sia ancor peggio .

    • Redazione

      dice su:
      22/12/2018 alle 15:18

      Forse 40 anni fa qualcuno poteva aver qualche dubbio sulla personalità del concepito. Ma da quando è stato studiato il genoma umano, razionalemnte e scientificamente dubbi non ci possono essere: l’aborto è un omicidio.

    • Francesco Casini

      dice su:
      22/12/2018 alle 20:48

      Signor a Claudio,
      Proprio perché volete che una persona decida per sé e non per gli altri dovreste essere contro l’aborto. Chi abortisce non decide per sé ma per un bambino cui decide deliberatamente di togliere la vita. Basta con lo slogan della libertà. Dov’è la libertà del bambino? Quanto agli effetti della legge assassina 194,potrei parlarne per giorni ma proprio voi razionalisti non dovreste parlare di riduzione del numero di aborti per 3 motivi:
      1-non si dovrebbe guardare il numero di aborti assoluto ma il rapporto tra aborti e donne in età da aborto e si vedrà che quella degli ultimi anni, che sembra una drastica riduzione, diventa a mala pena un’inflessione
      2-ci sono nuovi modi di abortire come le pillole dei giorni dopo (che, come dimostrato da studi scientifici, nell’80%dei casi falliscono provocando però aborto) che non risultano nelle statistiche
      3-il numero di aborti prima della 194 è impossibile da stimare vista la natura fortemente compromessa dei dati numerici anche ufficiali. Basti pensare che in una relazione in parlamento dell’epoca si parlava di un numero di donne morte annualmente per aborto superiore di oltre 5 volte il numero di donne morte sempre all’epoca in un anno per tutte le possibili cause (aborto compreso) tra i 14 ed i 55 anni (una novantenne tipicamente non abortisce).
      Siate più razionali e coerenti per favore la prossima volta.
      È vero che il manifesto non parla esplicitamente di aborto, ma è per questo che è ambiguo. Se lo so contestualizza in un momento storico come questo in cui si ricomincia a parlare criticamente dello pseudo diritto all’aborto ne è palese lo scopo. Quindi chi è fuorviante?
      Si può poi discutere dell’opportunità che la religione stia fuori dagli ospedali, ma, parlando in modo puramente razionale, una donna NON deve poter scegliere se uccidere proprio figlio o no, neppure col limite delle 12 settimane (una pura convenzione che nessun razionalista, in quanto convenzione, dovrebbe accettare). Se una donna può scegliere di uccidere suo figlio impunemente io devo poter scegliere di uccidere il mio vicino di casa perché il suo cane abbaia e mi disturba. Qualcuno razionalmente mi spiega la differenza? Qualcuno ha il coraggio di dirmi che ontologicamente un bambino nel grembo materno non è umano solo perché essa non partorito? Cosa gli manca? Qualche razionalista mi risponde?
      Senza contare che io non ho criticato gli atei ma quei (ir)razionalisti che appoggiano l’aborto.

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