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Home Page > Notizie dall’Italia > Transgender con doppio libretto universitario, anche a Trento
Gender

Dopo Padova, Urbino, Palermo, Catania, Verona e altre, anche l’Università di Trento darà il doppio libretto universitario agli studenti transgender.

Come ben sappiamo, pare che uno dei problemi più grandi dell’umanità, e delle Università summenzionate, sia quello di aggirare la normativa che in Italia concede il cambiamento di sesso sui documenti solo dopo il completamento della lunga, dolorosa e difficile procedura che comprende l’operazione chirurgica.

Come i nostri lettori ben sanno, invece, il genere cambia a prescindere dagli attributi sessuali che appaiono esteriormente. Quindi, in nome della libertà, della democrazia, del rispetto dei “diritti” di uguaglianza, è necessario consentire a chi si sente in un certo modo di apparire in quel modo anche sui documenti. Anzi. Alcuni non hanno desiderio di completare fino in fondo la riassegnazione di sesso: si “sentono” bene a metà e quindi hanno diritto di restarci e magari di apparire femmine un giorno e maschi un altro, per stare bene con se stessi e con gli altri.

Se tutto questo vi sembra assurdo siete omofobi, o meglio avete la “transfobia”, quindi siete transfobici, e meritate lo stigma sociale o addirittura la galera.

Bludental

Intanto le nostre Università – che sono davvero democratiche e attente ai veri bisogni formativi e culturali degli studenti, anzi student*, si adeguano e ci danno il buon esempio.

 FRP

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4 Commenti, RSS

  • Thomas Shade

    dice su:
    05/05/2015 alle 08:55

    Ma voi avete idea di cosa sia la disforia di genere e del perchè viene concesso il doppio libretto?
    Io ho iniziato l’iter nel 2011, il mio aspetto è tutto tranne che femminile, vi pare che dovrei andare in giro con i documenti da donna? Per fortuna le univeristà stanno capendo che è vergognoso imporre in ateneo l’uso dei documenti anagrafici, e sopratutto lo sottolineo chi transiziona NON salta da un genere all’altro, una cosa del genere impedirebbe a chiunque di iniziare tale percorso.
    Chi transiziona lo fa perchè mente e corpo NON combaciano.
    Inoltre le credenziali online e i documenti cartecei NON sostituiscono i propri documenti quindi di fatto manca comunque la possibilità di girare con i documenti corretti prima di operarsi.
    E su questo punto mi limito a dire una cosa: dove sta scritto che non operarsi ai genitali rende meno uomini o donne?
    Non mi sento a metà e i genitali sono affar mio.

    Te lo dice UN ragazzo trans che s’è fatto il culo per ottenere il doppio libretto.

  • Paolo O.

    dice su:
    08/05/2015 alle 08:26

    Forse dovresti affrontare la cosa in modo diverso. Forse potresti chiedere una mano per far combaciare mente e corpo.
    Te lo immagini se io volessi 6 dita per suonare meglio e più veloce uno strumento, perché così mi dice la testa, e pretendo che sia un mio diritto avere 6 dita e che sia riconosciuto da una Legge?
    Cosa penseresti di me?

  • Loredana Monti

    dice su:
    16/07/2018 alle 23:37

    Ma un articolo più recente non l’avete trovato? Questo è del maggio 2015!
    Mi sembra giusto che una Università si curi dei propri studenti. Il doppio libretto non incide sui costi dell’Universita né porta via più tempo di una normale telefonata. Se una persona Transgender si sente più a suo agio con un libretto consono al suo aspetto, perché negarglielo? Fa del male a qualcuno? Ruba qualcosa a qualcuno? Assolutamente no!
    Non capisco quindi questo continuo odio di ProVita verso le minoranze, verso quelli che loro chiamano “diversi”. L’odio è un peccato… ricordatevelo!

    • Redazione

      dice su:
      17/07/2018 alle 16:40

      Cara Signora,
      non capisco dove lei percepisca odio da parte nostra. Questa follia di voler essere ciò che non si è, di vivere in una finzione che prima o si infrangerà davanti alla dura realtà, non dovrebbe essere assecondata per il bene di coloro che soffrono di disforia (il contrario esatto dell’odio!). La società, i medici, gli educatori (quindi le Università) dovrebbero aiutare le persone in crisi a superarle. A una anoressica sarebbe giusto prescrivere una cura dimagrante perché lei si percepisce troppo grassa?
      Si legga Paper Genders di Walt Heyer, e poi ne riparliamo.

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