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Home Page > Aborto > Un medico smonta i soliti cliché sull’aborto
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Un medico anestesista e rianimatore pediatrico, dopo aver letto alcuni commenti su Facebook scaturiti da un dibattito sull’aborto, ha ritenuto di inviarci una mail con alcune precisazioni di carattere scientifico.

I commentatori hanno espresso molte delle considerazioni più comuni a chi difende a spada tratta l’aborto. C’era chi lo vedeva come un segno di progresso perchè la Legge 194 rappresenterebbe il “diritto alla scelta” della donna, ritenendo che possa essere usato come anticoncezionale tardivo.

E c’era anche chi affermava che l’embrione non possa essere considerato una persona in quanto non sarebbe altro che un «ammasso di cellule senza cervello» e poichè «la vita non dipende dal cuore, ma da un insieme sistemico di organi, comandati dal cervello dove a sede il conscio e l’inconscio».

A tali affermazioni, il medico risponde anzitutto parlando della Legge 194. Il suo testo infatti, all’art. 1, recita: «L’interruzione volontaria della gravidanza, di cui alla presente legge, non è mezzo per il controllo delle nascite. Lo Stato, le regioni e gli enti locali, nell’ambito delle proprie funzioni e competenze, promuovono e sviluppano i servizi socio-sanitari, nonché altre iniziative necessarie per evitare che lo aborto sia usato ai fini della limitazione delle nascite».

Il che significa che ogni atto volto ad usare l’aborto come anticoncezionale tardivo è del tutto contro la legge. Che poi tale articolo non venga, di fatto, mai applicato e che, a prescindere, tale legge abbia provocato una vera “strage degli innocenti” è un altro discorso…

Quanto, invece, al fatto che l’embrione non sia un essere umano perché non avrebbe cervello e organi, il medico risponde: «Al 21° giorno di gestazione […] l’embrione possiede già un abbozzo completo delle principali arterie e vene, e ha una cavità cardiaca che inizia a pulsare». Sangue proprio, dunque, non della madre: è un altro corpo umano, infatti.

«Inoltre il foglietto epidermico dell’embrione, dal quale si forma sia il cervello che il midollo spinale, si sta chiudendo su se stesso e le cellule nervose, ad un ritmo che nemmeno possiamo immaginare, si stanno riproducendo, formando già le diverse parti del cervello e del midollo spinale».

Dunque, «fin dalla terza settimana dal concepimento esiste un cervello che si sta differenziando a seconda che l’embrione sia maschio o femmina». Infatti, spontaneamente si svilupperebbe sempre in senso femminile. Con la presenza del cromosoma Y, invece, si forma nel cervello un nucleo che secerne testosterone determinando la struttura cerebrale in senso maschile.

Questi importanti chiarimenti, insieme a tutta la letteratura scientifica che è ad essi concorde, non lasciano dubbi sul fatto che dal primo istante del concepimento, anche se nascosto nel grembo materno, è nata una persona. L’aborto è dunque un omicidio.

Redazione

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Un Commento, RSS

  • caterina branconi

    dice su:
    19/05/2018 alle 10:59

    Se sapessero quante volte il rimorso assale quelle donne che hanno praticato l’aborto, credetemi, non ne farebbero nulla!
    Per mia disgrazia ho praticato l’aborto prima di sposarmi, per il motivo che non volevo accettare il matrimonio come un segno riparatore.Troppo sicura di me e delle mie ideee (prograssiste!!!) ma quando poi ho avuto 2 figli, quanta pena quanto rimorso ho provato ogni volta che uno di loro stava poco bene!!! Non dico poi quanta sofferenza, ogni volta che penso che negando la vita a quelle creature, ho negato loro la possibilità di una salvezza eterna.

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