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Home Page > Aborto > Una festa pro vita: convegno + marcia, alla faccia della censura
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Ieri è stata una giornata di festa: una festa per la vita.

Alla faccia dei barbogi seriosi e inclini alla censura, le svariate migliaia di persone (c’è chi dice 10 mila, ma davvero  non ci importa) che hanno sfilato da Piazza della Repubblica a PiazzaVenezia, cantando, pregando e anche ballando, ci hanno fatto bene al cuore. Per un ampio resoconto si veda qui.

Ma prima, durante la mattinata, circa 200 persone hanno partecipato al convegno organizzato da ProVita, AIGOC, Il Cuore in una Goccia e Comitato Verità e Vita, nella sala covegni del Dnb House Hotel, dal titolo “Per la Vita, senza compormessi”, dedicato principalmente alle donne.

marcia _per_la_vita_2Marisa Orecchia, vice presidente del Comitato Verità e Vita e presidente di Federvita Piemonte, ha illustrato con un profondo escursus storico, sociologico e filosofico, come sia cambiato il ruolo e come si voglia starvolgere l’essenza ontologica della donna, negli ultimi 50 anni; Luca Pingani, della fondazione Incendo e del Comitato Van Thuan, ha spiegato la deriva antiumana che ha ridotto l’affettività e la sessualità a una sorta di (falso) diritto, alla luce del profetico magistero di Humanae Vitae e di Deus Carita Est; il nostro Direttore editoriale, Francesca Romana Poleggi, ha spiegato – con dati oggettivi alla mano – perché la legalizzazione dell’aborto (e la contraccezione) non servano alla “salute delle donne”; Giuseppe Noia, primario ostetrico ginecologo dell’hospice perinatale del Gemelli e presidente de Il Cuore in una Goccia e dell’AIGOC, ha spiegato che c’è un’alternativa all’aborto eugenetico, consentito anche dopo i 90 giorni: ha illustrato le terapie fetali – e la sorprendente percentuale di successo che esse ottengono – e l’accompagnamento e il confort care che l’hospice perinatale offre ai bambini che hanno scarse speranze di sopravvivenza e alle loro famiglie; Cinzia Baccaglini, presidente del Comitato Verità e Vita, ha parlato di maternità e paternità post aborto e ha ribadito quanto sia pericoloso e irresponsabile – da parte di alcuni – il voler continuare a negare il problema (che sorge spesso molti anni dopo l’aborto procurato); Claudia Navarini, docente di filosofia morale all’Università Europea di Roma, ha mostrato come l’Humanae Vitae sia un’enciclica per la donna e per la sua vera emancipazione. E infine, Angelo Francesco Filardo, vice presidente dell’AIGOC, ha spiegato l’utilità e i pregi dei metodi naturali: non solo per evitare gravidanze indesiderate, non solo per cercare e ottenere una gravidanza desiderata e che non arriva, ma anche per monitorare la salute della donna e previnire e curare problemi ginecologici (anche certi tipi di tumore).

Al termine del convegno, ci siamo ritrovati in piazza, dove è cominciata la festa. Per leggere un resoconto dettagliato, rinviamo ai post pubblicati da altre testate, come per esempio questo.

Ci limitiamo a dirvi che con molto piacere abbiamo visto tante persone sfilare col nostro manifesto, quello affisso a Genova (e in tante altre città) e censurato a Roma  e da qualche altro piccolo sindaco che vuol farsi grande – pensate un po’ – emulando Virginia Raggi.

Ai censori e agli estensori di  certi articoli pieni di livore e falsità, apparsi anche su certi giornaloni intrisi di cultura della morte, incapaci di sorridere e di gioire per la vita, diciamo che ci dispiace. Ci dispiace davvero vederli rodere così per la gioia altrui. Perché – come dicono allo stadio – «Rosicare vi fa male».

Alba Mustela

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