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Home Page > Giurisprudenza e Amministrazione > Unioni civili, Renzi impone la fiducia: è l’ora della resistenza
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Sulle unioni civili il governo Renzi chiederà la fiducia anche alla Camera.

Lo ha annunciato ieri in aula – tra le proteste delle opposizioni – il ministro per i rapporti col Parlamento Maria Elena Boschi.

Viene così svelato, ancora una volta, il vero volto della moderna sinistra italiana, che a parole si dice democratica. Il Partito Democratico, a guida Matteo Renzi, il “rottamatore”, il “giovane”, il grande líder maximo d’Italia, impedisce il dibattito parlamentare su una questione che riguarda il futuro della nostra civiltà e la natura stessa dell’uomo.

Lo pseudo-matrimonio gay sarà permesso dallo Stato italiano attraverso un atto di forza bruta dell’esecutivo che, in cerca di voti e desideroso di accreditarsi come autorevole ed illuminato, è ricorso a metodi dittatoriali pur di far approvare il ddl sulle unioni civili.

L’arroganza e la protervia del presidente del Consiglio, che gioca a fare il Duca d’Atene Gualtieri VI di Brienne, non hanno limiti. Noi e molti italiani, faremo tutto quanto è in nostro potere (finché ci sarà consentito) per dargli una sonora batosta al referendum costituzionale. Non c’è più spazio per i tiepidi e i dialoganti. Renzi va mandato a casa senza se e senza ma, e con lui tutti coloro che si sono resi complici del suo cattivo governo.

Non possiamo infatti dimenticare che il regime renzista si è instaurato non in virtù dei voti dei cittadini, ma sia perché è stato voluto dall’ex Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano (il comunista che in gioventù lodava la repressione sovietica in Ungheria e in vecchiaia ha firmato la condanna a morte per Eluana Englaro), sia perché dei feticisti delle poltrone lo appoggiano. Come ad esempio Alfano e la galassia centrista, formalmente “cattolica”.

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Gualtieri VI di Brienne (Duca d’Atene), cacciato da Firenze il 26 luglio 1343 per il suo dispotismo

Il “matrimonio” gay e, presto, molto presto, l’adozione per le coppie omosessuali con annesso sdoganamento dell’utero in affitto, entreranno a far parte dell’ordinamento italiano e del nostro bagaglio culturale grazie alla connivenza dei cosiddetti “cattolici”.

Diciamolo chiaramente: i neo-democristiani in verità non hanno mosso un dito per difendere la famiglia naturale, quella di cui si parla nella stessa Costituzione, ed il diritto dei bambini ad avere un papà ed una mamma. Pur di salvare il posto, hanno venduto l’anima (già parecchio malandata) e si sono consegnati totalmente al Leviatano. Voteranno la fiducia al suo governo, volendo farci credere che il bianco è nero e che il nero è bianco.

Ma il problema, si badi bene, non è tanto tecnico. Non è la fiducia o l’assenza di dibattito parlamentare. Lamentarsi solo per questo punto, come fa qualcuno dopo aver mantenuto per mesi un silenzio assordante e complice, è troppo poco. Il vero problema è il ddl in sé, perché distrugge non solo la famiglia, non solo i bambini, ma persino la realtà. Inventarsi che anche due uomini o due donne possono sposarsi e metter su famiglia è una menzogna, è il tentativo di cambiare la natura e, per l’appunto, la realtà. Su questo aspetto, purtroppo, chi adesso si scandalizza per la fiducia, non ha detto una parola. E quando l’ha detta, l’ha sussurrata, con tante ambiguità. Anzi, addirittura ha lavorato per ostacolare quanti hanno deciso di scendere in piazza per protestare contro l’opera eversiva del governo. Se avremo le unioni civili, ovvero lo pseudo-matrimonio gay in Italia, lo dobbiamo a chi ha mercanteggiato con Renzi: vergogna!

Ora, a questa deriva dittatoriale e a questa supponenza bisogna rispondere in modo degno. Ricorrendo per esempio all’obiezione di coscienza, sebbene non sia prevista dal ddl Alfano-Cirinnà-Renzi. Protestando, votando No al referendum costituzionale del prossimo autunno, tartassando i politici e non avendo paura di sfidare le autorità. Ma per far questo occorre essere uomini. Occorre cioè avere il coraggio di non cedere al nuovo corso, di non farsi mettere il marchio della Bestia di cui parla l’Apocalisse. Questo è il tempo della resistenza.

Santa Caterina da Siena, donna, analfabeta e laica, nel 1376, osava chiedere a Papa Gregorio XI di non essere fanciullo timoroso, ma virile”. Noi ci permettiamo di rivolgere lo stesso appello agli ecclesiastici, ai nostri politici e a noi stessi. Perché tempi duri ed eroici ci aspettano.

Federico Catani


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3 Commenti, RSS

  • Cesare Ciancianaini

    dice su:
    11/05/2016 alle 11:15

    Questo fa capire che con la riforma costituzionale la dittatura di fatto sarebbe cosa fatta, attraverso leggi e metodi liberticidi

  • luigina vianello

    dice su:
    11/05/2016 alle 11:27

    Caro dott.brandi ho fatto la donazione con il 5per 1000,di piu non posso. Grazieer le vostre attivita ciao.

  • Luigi Cesareni

    dice su:
    11/05/2016 alle 15:24

    Maggio 2016
    BUGÍE FOLLÍE FOBÍE
    Stiamo per assistere all’ennesimo scempio perpetrato ai danni dell’italianitá intesa come comunitá nazionale, liberale, democratica e storica, da parte della scellerata compagine dei “compagni di meranda” oggi al governo. Infatti nei prossimi giorni (credo tra il 9 e 11 Maggio) si prospetta la richiesta del voto di fiducia a Montecitorio affinché, unitamente alla Camera, sia approvato il disegno di legge sulle Unioni Civili con ció prevaricando ogni democratico confronto previsto dalla Costituzione. D’altro canto è noto e palese che colui che presiede il governo é quivi giunto mediante un iter golpistico tipico dei “ Soviet “ di tragica memoria, Mentore quel Giorgio Napolitano consunta cariatide vetero-comunista. Cosí il noto giovinastro causidico, violando democrazia e Costituzione impone il suo “ Diktat “ a difesa di velleitari diritti di sodomiti, lesbiche e transessuali per accaparrarsene i voti, del tutto indifferente alle implicazioni ed alle conseguenze che fanno da corollario a quel demenziale disegno di legge sul futuro dei nostri figli.
    Al di lá delle valutazioni politico-partitiche ma nel merito del ddl sulle Unioni Civili, ( fermo restando, come ho piú volte asserito, il diritto di ognuno a vivere la propria sessualità secondo le personali inclinazioni, purché con riservatezza, discrezione, pudore ) balza evidente non solo l’oltraggio arrecato alla storica sacralitá del matrimonio tra un uomo ed una donna sancito dalla tradizione giudaico-cristiana, dalla nostra cultura e dalla nostra identitá nazionale ed occidentale, dalla Costituzione Italiana, ma sopra tutto l’intenzionale attentato alla salute mentale ed all’equilibrio psichico dei nostri figli connaturato all’assunto della “ stepchild adoption “ . Chi puó garantire senza ombra di dubbio che un matrimonio e una genitorialitá composta da due sodomiti o da due lesbiche abbia la stessa valenza ai fini psichici, formativi-bioidentitari, di una famiglia composta e fondata sull’unione di un uomo con una donna? Chi puó garantire che il nascituro concepito per via eterologa, mediante l’utero in affitto, per provetta, una volta conscio della sua innaturale famiglia non manifesti, per la mancanza di una vera madre biologica ( ogni realtà animale la reclama ) e di un vero padre, devianze bio-identitarie che lo rendano un disadattato o uno psicolabile? Il genoma umano correlato al DNA nella peculiarità del singolo non puó dare adito ad interpretazioni o, peggio ancora, consentire manipolazioni che ne stravolgano l’essenza. Tutto questo ben al di fuori dagli stereotipi del moralismo cattolico.
    La follía della teoria gender che teorizza pragmatici assiomi sulle diversità sessuali prenatali negandone l’evidenza e che si spinge fino all’indottrinamento dei bambini, in ambito scolare, alle sperimentazioni di attivitá omosessuali ha trovato nel governo italiano con la riforma della “ Buona Scuola “ ( personalmente l’ho sempre definita della “Porno Scuola ) entusiastico mecenatismo. Tutto è lecito per il grande affabulatore aduso alla menzogna, nostrano “pifferaio magico“ teso a convogliare gli italiani-topi nel fiume della morte morale e civile ( la fiaba dei f.lli Grimm sui fatti di Hamelin induce a sconcertanti riflessioni sociali-filosofiche-politiche ). La Svizzera, paese politicamente e socialmente serio ha ripudiato in toto l’ideologia gender e ne ha vietata la divulgazione nelle scuole di ogni ordine e grado con questo contraddicendo le indicazioni e le raccomandazioni di quella nefasta Unione Europea fondata sul denaro alla quale la servile Italia si è vergognosamente arresa. L’accusa di omofobía, con pesanti risvolti penali, incombe sul capo di chiunque si azzardi a condannare la follia delle esternazioni e dei plateali assembramenti del mondo arcobaleno che nelle teorizzazioni di uno pseudo neo-illuminismo plaudono all’avvento ed alla legalizzazione di famiglie innaturali (nelle quali fa capolino la pedofilia) composte da due sodomiti o da due lesbiche e relativi figli voluti ed adottati con il bancomat.
    La battaglia intrapresa in difesa della famiglia tradizionale nella certezza dei valori giudaico-cristiani che storicamente contraddistinguono le civiltá occidentali, dell’inconfutabilitá delle diversitá genetico-sessuali giá presenti in fase prenatale, dell’integritá psichica dei bambini nel loro subconscio giá consapevoli delle diversità genetiche tra maschi e femmine (fin dalla nascita evidenti a livello istintuale), fortunatamente trova nella societá piú sensibile e responsabile anche se non necessariamente piú acculturata ma trasversale ad ogni ideologia ovvero indipendentemente da queste, coraggioso sostegno e disinteressato impegno. Ne fa testo l’indefessa attività di talune associazioni costituite per la difesa dei bambini e della famiglia tradizionale quali la ONLUS PRO VITA che a tutti i livelli, popolari, legali e istituzionali e il COMITATO SALVIAMO I NOSTRI FIGLI tentano azioni ostative all’attuazione dell’abominevole teoria gender e della legge Cirinná. Purtroppo la tiepida reazione della Chiesa con i suoi porporati farisaici e simoniaci e dello stesso Papa Francesco che come il giá citato “Pifferaio Magico” incanta e seduce folle di obnubilati nel suo gesuitico buonismo “ a go-go “ mostra ancora una volta i fondamenti mercantili che nel corso della sua stessa storia ne hanno caratterizzato l’agire. Hanno “dimissionato” Benedetto XVI per sostituirlo con un prete da favela brasiliana !
    Da Italiani ci ritroveremo quindi appioppata sul groppone una legge immorale foriera delle piú turpi manipolazioni giá approcciate e sviluppate dalla tecno-eugenetica nazista nei campi di Auschwitz-Birkenau con l’illuminata supervisione del dott. Josef Mengele, questa volta consacrata dalla “Benedictio” della Unione Europea.

    http://www.cesareniluigi.it

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