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Luglio 2015 – Notizie ProVita – Un’alternativa (buona) al male c’è sempre

Una cultura alternativa
La vita, di chiunque, da sempre, pone ostacoli e difficoltà. Dalla scoperta del fuoco, in poi, l’uomo si industria per superarle. Una buona mano, però, gliela dà la natura. Un vecchio medico con esperienza pluridecennale che stimavo molto, una volta mi disse: “Ma che tu credi che i medici e le medicine ti guariscono? La medicina “cura”, ma è solo la natura che può guarirti”. Questa fiducia nella natura l’abbiamo progressivamente smarrita. L’uomo – sempre assetato di onnipotenza – cerca di dominarla, contrastarla, sovvertirla per soddisfare le sue fantasie, i suoi capricci e i suoi desideri, illudendosi di poter eliminare ostacoli e difficoltà una volta per sempre e alla radice.

E molto spesso sono considerati ostacoli da eliminare altri esseri umani innocenti: i bambini. Vanno evitati con la contraccezione, vanno uccisi con l’aborto, se sono un peso. “Ma i bambini sono tanto carini, sono bambolotti! E’ un’ingiustizia non poterne avere!”, si dice spesso. E allora ecco la fecondazione artificiale e l’utero in affitto. Le malattie, le disabilità, invece, sono una gran seccatura: allora avanti con l’eutanasia.

Così, nel corso dei secoli, il delirio di onnipotenza di Prometeo ha sposato la “cultura della morte”. Questa, negli ultimi decenni, ha fatto conquiste considerevoli: l’aborto, il figlio in provetta, il porre fine alla vita stanno diventando oggetti di diritto.

Il male sembra inevitabile. Invece no.

Vogliamo gridarlo con forza dalle pagine di questa rivista: c’è sempre un’alternativa (buona) al male, e non si tratta di “un male minore”, ma di un Bene. C’è una costellazione di opportunità per le donne in crisi, alternative all’aborto; la infertilità e la sterilità si possono curare; bambini già nati, adottabili, sono in cerca di una famiglia, le disabilità, le malattie, i momenti finali della vita umana possono essere una ricchezza incommensurabile per chi li accompagna con amore, rispetto e solidarietà, riconoscendone l’altissima dignità.

Parlare di tutto questo non è di moda, non è politicamente corretto. E’ decisamente controcorrente… quasi trasgressivo. Invece noi lo diciamo e lo ribadiamo con forza: le alternative buone ci sono! Ma per poterle vedere e per saperle scegliere, serve la promozione e la diffusione di una cultura della vita, alternativa alla cultura della morte.

Ci guadagneranno meno le multinazionali dei farmaci e le cliniche della provetta, ma ci guadagnerà molto di più l’umanità intera.

Antonio Brandi


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