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Marzo 2018 – Notizie ProVita – Persona: soggetto di relazione

«Nessun uomo è un’isola, completo in se stesso; ogni uomo è un pezzo del continente, una parte del tutto. Se anche solo una nuvola venisse lavata via dal mare, l’Europa ne sarebbe diminuita, come se le mancasse un promontorio, come se venisse a mancare una dimora di amici tuoi, o la tua stessa casa. La morte di qualsiasi uomo mi sminuisce, perché io sono parte dell’umanità. E dunque non chiedere mai per chi suona la campana: suona per te»: così scrisse Ernest Hemingway.

Ogni persona è tale in quanto soggetto di relazione: questa è la riflessione che vi offriamo nel presente numero di Notizie ProVita.

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Una riflessione urgente in un mondo in cui l’uomo percepisce il limite e la dipendenza come un ostacolo alla realizzazione di sé. In una società dove s’idolatra la cosiddetta “autodeterminazione” con l’illusione di bastare a se stessi, di poter davvero decidere tutto della propria vita e della propria morte, a prescindere dagli altri (e a prescindere dall’Altro…).

Sarà bene invece riflettere sul fatto che non si può delineare un “sé” se non si confronta con “un altro da sé”. Sarà bene riconoscere che le relazioni umane sono essenziali per dare un senso alla vita, per completarci, confrontarci, migliorarci. Cercare una relazione stabile e duratura, procreare dei figli che legano e limitano la libertà di “fare quel che mi pare” non va più di moda: si idolatra la “singletudine” – e si cade in depressione – e le nazioni ricche, viziate, edoniste e secolarizzate hanno intrapreso la china del suicidio demografico.

Nel Regno Unito è stato istituito il Ministero della Solitudine, in Svezia un quarto delle persone muoiono in casa da sole, senza che nessuno se ne accorga; tanto che è stata istituita un’agenzia statale per liberare le case dai morti, senza incomodare parenti (lontani). Zygmund Bauman, il filosofo che ha definito la nostra società come una “società liquida”, diceva: «La felicità non viene da una vita senza problemi, ma dal superamento delle difficoltà. L’indipendenza non è la felicità; alla fine porta a una completa, assoluta, inimmaginabile noia».

Le relazioni con gli altri – e con l’Altro – , cari Lettori, sono il sale e il senso della vita…

Toni Brandi


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