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Charlie deve vivere e vivrà.

ProVita Onlus e tante altre realtà pro-life italiane in queste ore si stanno adoperando per tentare tutto il possibile pur di salvare il piccolo bambino inglese e i suoi coraggiosi ed eroici genitori. Quello che sta accadendo in Inghilterra è mostruoso: giudici e medici si arrogano il diritto di condannare a morte un essere umano innocente e indifeso in nome della sua ‘dignità’, abbattendo senza alcuna remora persino la patria potestà del papà e della mamma. 

E pensare che le cure da tentare ci sarebbero e potrebbero anche essere efficaci…

Di fronte a tutto ciò non possiamo tacere. Per questo abbiamo lanciato l’hashtag #CharlieGardARoma e per questo abbiamo lanciato un appello ai sindaci italiani perché illuminino di blu le loro sedi o monumenti principali in segno di solidarietà verso Charlie e la sua famiglia. 

Di seguito il breve comunicato stampa lanciato e diffuso insieme alle varie associazioni nostre alleate i questa comune lotta per la civiltà e l’umanità.

“Invitiamo tutti i Comuni italiani a illuminare di blu le loro sedi o i monumenti importanti delle loro città come segno di solidarietà nei confronti della famiglia di Charlie Gard, e per testimoniare il loro appoggio alla possibilità del trasferimento del piccolo paziente in Italia, al Bambino Gesù di Roma”.

È quanto dichiarano in una nota i responsabili delle associazioni ProVita Onlus, CitizenGO Italia, Steadfast Onlus e Universitari per la Vita. Nei giorni scorsi l’appello è stato rivolto direttamente al Sindaco della Capitale Virginia Raggi, a cui si chiede di illuminare di blu il Colosseo, e al Presidente della Regione Lombardia Maroni per l’impegno dello storico “Pirellone“.

Ufficio Stampa ProVita Onlus

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2 Commenti, RSS

  • agostino sera

    dice su:
    09/07/2017 alle 16:17

    Xche nn fate lo stesso con i bambini italiani che soffrono e nn hanno la possibilità di andare in ospedale oppure gli danno un anno di attesa.lo sapete che un bambino disabile ha poche speranze x avere un ausilio o entrare al bambino Gesu se nn si ha conoscenze…

    • Redazione

      dice su:
      09/07/2017 alle 19:21

      Mia figlia , purtroppo, è stata ricoverata due volte al Bambin Gesù e senza conoscenze. Mio figlio una. Sempre senza conoscenze.

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