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Home Page > Aborto > «È sufficiente la sola ragione» (ad avercela, la ragione!…)
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Enrico Pagano, l’autore di “L’olocausto bianco”, uscito nel 2015, ha recentemente pubblicato un altro libro  sull’aborto “frontiera intransitabile”  edito da Il Cerchio di Rimini: “Aborto. Ragioni vere e false”. Nel libro vengono smontati uno per uno i principali argomenti a favore dell’aborto volontario, con argomentazioni del tutto “laiche”, basate sulla sola ragione naturale

Il problema, in fondo, è solo uno: quando l’ideologia acceca, quando il lavaggio del cervello è stato praticato in modo efficace, la ragione soccombe e la morte segna punti a suo favore. Perché è vero: è sufficiente la sola ragione, per sconfiggere la cultura della morte. Ma bisogna – appunto – conservarla la ragione, la razionalità, la logica legata al principio della realtà ( “A” è “A” e non è “non A”), per poterla usare!


È sufficiente la sola ragione

«E vabbè, è inutile parlare con lui di bioetica, è un cattolico»: quante volte il raffinato e liberale argomentare dei nostri interlocutori, viene infarcito con questo rozzo e atavico pregiudizio.

«Con loro non si può parlare, credono nei dogmi e non si smuovono da lì», suona la definitiva condanna.

In tal modo, si assume la presunta antinomia tra fede e ragione, quale criterio saggio e incontrovertibile per giungere all’essenza delle cose.

Da un lato, quindi, le verità fondamentali, immutabili e monolitiche della fede, dall’altro, gli ormai arcinoti “lumi” della ragione.

Che questa prospettiva sia falsa, lo attesta la testimonianza concreta di numerosi atei illustri – il primo nome che viene in mente è quello di Bobbio – che si sono pronunciati incondizionatamente a favore dell’intangibilità della vita nascente.

Il libro “Aborto. Ragioni vere e false”, in uscita per i tipi del Cerchio Iniziative Editoriali di Rimini, prende le mosse proprio dall’esigenza di spiegare con argomenti esclusivamente razionali e scientifici, che non esiste un motivo al mondo per eliminare un figlio.

Non lo è, infatti, la autodeterminazione della donna, attese le disastrose conseguenze fisiche e psichiche di cui diviene inevitabilmente vittima.

Non lo è l’asserzione che non si tratta ancora di vita, avendo il concepito, sin dal primo momento, il suo unico e irripetibile DNA, che lo identificherà nel corso della sua intera esistenza.

Non lo è una violenza che ha causato la gravidanza, poiché la dignità umana non dipende in alcun modo dalle modalità con le quali è avvenuto il concepimento.

Non lo è la ragione economica, essendo legalmente riconosciuta a tutte le mamme la possibilità di partorire in anonimato, lasciando poi il bambino in ospedale, ai fini della successiva adozione.

Non lo è l’egoismo dell’uomo, che prima si “diverte”, poi non si assume le sue responsabilità e, infine, esercita le più violente pressioni per indurre la mamma all’aborto.

Non lo è, infine, la malformazione diagnosticata al bambino, perché la medicina, istituzionalmente, è deputata alla cura dell’essere umano e non alla sua eliminazione.

Insomma, solo una ideologia ben poco razionale e distante anni luce dalla realtà, può giustificare l’eliminazione di un essere umano e arrivare a considerarla addirittura una “conquista di civiltà”

Enrico Pagano

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