Attendere prego

Home Page > Famiglia e Economia > Critiche alla campagna sull’utero in affitto – Pillola #2
utero-in-affitto_Pro-Vita_obiezioni

Critica n. 2: “Avete fatto uscire prima il manifesto con due uomini, con due donne e solo alla fine quello con la coppia di sesso opposto perchè siete omofobi”.

Partiamo da un presupposto: l’utero in affitto è una schifezza chiunque lo sfrutti. Chi compra un bambino compie un gesto schifoso e violento. E profondamente ingiusto. Chiunque sia. Noi speriamo che vengano perseguiti tutti quegli adulti che sfruttano questa pratica barbara.

La voce del buon senso Questa campagna in particolare, come spiegato in ogni comunicato, nasce come risposta a chi, in barba alla legge italiana, ha fatto trascrivere o iscrivere alle anagrafi atti di nascita di bambini come fossero figli di due uomini o due donne. Una risposta decisa a tutti quei giudici e sindaci che, con atti falsi, anzi falsissimi, hanno dichiarato possibile e legale asfaltare il diritto dei bambini di non essere acquistati all’estero come fossero oggetti, di non essere programmati “orfani”, di non essere privati, grazie a una firma e un contratto tra adulti, della propria mamma, del proprio papà e del diritto alle origini.  Una risposta chiara a tutte quelle giunte di centro sinistra e pentastellate che, di fatto, hanno voluto avallare il desiderio del più forte a discapito del diritto del più debole: se i più forti sono adulti e d’accordo tra loro, possono strappare con violenza il diritto del neonato che non può difendersi. Giusto? Secondo noi no.

I bambini non sono oggetti di diritto, non sono una merce da comprare all’estero e poi “condonare” in Italia con un atto falso. E i primi che hanno chiesto pubblicamente che questo potesse avvenire, con il plauso di alcuni politici e cosiddetti intellettuali, sono state coppie dello stesso sesso. Così come è stato chiesto pubblicamente in tutti i manifesti dei pride: legalizzazione dell’utero in affitto e compravendita di bambini e gameti (con l’eterologa).

Per questo la campagna è iniziata con quel manifesto: molti giornali, politici e molti intellettualoidi si sono spesi in questi mesi in sbrodolamenti, accogliendo le scelte scellerate di queste giunte positivamente. Proprio in questi giorni la Cassazione si pronuncia su una trascrizione avvenuta a Trento in favore di una coppia di uomini che aveva fatto ricorso all’utero in affitto in Canada.

Purtroppo la realtà è questa: sono le coppie dello stesso sesso che, anche attraverso le loro associazioni, stanno chiedendo a gran voce la legalizzazione di queste pratiche barbare.

È vero però che, in ordine assoluto, l’utero in affitto è anche, e stando alle statistiche soprattutto, sfruttato da coppie di sesso opposto. Questo il motivo per cui abbiamo pensato di far uscire tre manifesti: non potevamo esimerci dal denunciare fermamente anche loro!

N.B. [Proprio perchè non è questione di orientamento sessuale, mi piace ricordare che molti omosessuali sono contrari a queste pratiche: in molti difendono convintamente il diritto dei bambini di stare con mamma e papà].

Maria Rachele Ruiu

Pillola #1

Sostieni Pro Vita

1 Star2 Stars3 Stars4 Stars5 Stars (4 votes, average: 4,00 out of 5)
Loading...

3 Commenti, RSS

  • Angelo Mandelli

    dice su:
    09/11/2018 alle 18:22

    Ottime considerazioni. In ogni caso nessuno deve censurare le opinioni altrui. Quelli che criticano questa campagna, NE FACCIANO UNA LORO DIVERSA e non impediscano quelle degli altri! Non siamo in un regime fascista. E poi questo IAP pubblicitario deve essere chiuso, perche ‘ incostituzionale

  • Paolo Caminati

    dice su:
    10/11/2018 alle 11:14

    L’ utero in affitto usato da coppie gay e’ ancora piu’ grave di quello usato da coppie etero perche’ alla commercializzazione dei gameti e sfruttamento del corpo altrui, si unisce la privazione premeditata del diritto fondamentale dei bambini. Quello di avere un padre e una madre. Quindi e’ giustissimo che provita e generazione famiglia abbiano dato la priorita’ a questo!

    • Redazione

      dice su:
      12/11/2018 alle 06:40

      In realtà la gravità dell’utero in affitto è in assoluto la stessa. Non c’è nessun “… ma per lo meno sono un uomo e una donna” che tenga.

      Nel caso di coppie dello stesso sesso, alla gravità dell’utero in affitto si somma anche la deprivazione dei bambini di una figura di riferimento fondamentale per una crescita serena. Quindi la cosiddetta “omogenitorialità” è un’ulteriore violenza che viene perpretata sul bambino.

La tua email non sarà pubblicata. I campi richiesti sono contrassegnati da *

 Caratteri disponibili

Articoli Correlati