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Home Page > Famiglia e Economia > ESCLUSIVA, il piano concreto per la Famiglia del Ministro Fontana: “Lavoriamo per questo obiettivo…”
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Solo ieri la bocciatura del piano per le famiglie da parte del Ministero dell’Economia, quel piano che Di Maio aveva tanto sbandierato in opposizione ai suoi alleati di governo. Ma c’è un piano concreto e realizzabile a cui lavora il Ministero della Famiglia. 300 euro mensili a figlio è la proposta avanzata dal ministro Lorenzo Fontana, che dovrebbe concretizzarsi in un decreto legge. «Lavoriamo per questo obiettivo», ha dichiarato Fontana a Pro Vita e Famiglia. «Mi auguro che tutti abbiano a cuore la famiglia anche dopo la campagna elettorale».

Martedì scorso, il Ministro dell’Economia, Giovanni Tria, aveva gelato le speranze delle famiglie riguardo al progetto di Luigi Di Maio: 150 euro mensili a famiglia è una «proposta senza alcuna copertura economica», ha detto Tria riguardo a quanto promesso dal vicepremier al Forum delle Associazioni Familiari. L’idea di Di Maio era quella di reinvestire i soldi avanzati dal reddito di cittadinanza in un nuovo assegno per le famiglie.

Il Ministero della Famiglia invece si sta concentrando su una vera e propria riforma del welfare familiare, da presentarsi al prossimo Consiglio dei Ministri. Il piano prevede il riassorbimento in un’unica somministrazione delle misure già in vigore, ovvero l’assegno di natalità, l’assegno alle famiglie con almeno tre minori a carico, i servizi per l’infanzia, l’assegno per il nucleo familiare e il premio alla nascita sommato alle detrazioni per i figli a carico.

Il “pacchetto famiglia” così elaborato dovrebbe quindi essere comprensivo di circa 300 euro mensili a figlio per ogni nucleo familiare, fino a un tetto Isee di 50 mila euro, andando così a beneficio della quasi totalità delle famiglie italiane.

24 miliardi di euro – a fronte di un miliardo promesso da Di Maio – è la cifra che già dovrebbe essere disponibile, comprendendo i 7 miliardi degli assegni Inps, i 10 miliardi delle detrazioni e i 7 dal bonus di 80 euro del governo Renzi. A ciò dovrebbero aggiungersi gli stanziamenti della Legge di Bilancio 2020, affiancati dai fondi avanzati dal reddito di cittadinanza.

Il nodo da sciogliere riguarda ora in modo particolare i sei miliardi che l’Inps non ha versato alle famiglie italiane dal 2013 a oggi: un debito smascherato alcune settimane fa in un servizio delle Iene su Mediaset, rispetto al quale il nuovo presidente dell’Inps, Pasquale Tridico non ha saputo dare una risposta convincente.

Marta Moriconi

La voce del buon senso

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Un Commento, RSS

  • MAtteo Provita

    dice su:
    22/05/2019 alle 18:45

    Speriamo non siano esclusi di tutti quei lavoratori e lavoratrici che non sono dipendenti o che sono esclusi dagli assegni familiari (es. imprenditori, avvocati, commercialisti, artigiani, architetti, commercianti ecc).

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