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Home Page > Filosofia e morale > Gender ovvero il caos organizzato
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Abbiamo riferito del detenuto trans che in nome dei princìpi gender chiese e ottenne di essere rinchiuso in un carcere femminile (salvo essere poi trasferito dopo un tentativo di stupro); del tizio che ha “cambiato sesso” sulla patente per risparmiare di RCA; della rivoluzione sportiva che ammette gli uomini transgender nelle competizioni femminili… Tutti episodi che avrebbero ispirato le più esilaranti commedie di Aristofane come le più drammatiche tragedie di Euripide, dato il grado di tragicomicità che abbiamo raggiunto; per non parlare della compassione di Aristotele e dello sdegno di Cicerone… Come facciamo a saperlo? Per quello che hanno scritto. Perché questi termini di paragone? Perché accomunati dall’appartenenza al mondo antico, al paganesimo e al realismo filosofico. Molto prima della Chiesa Cattolica, insomma, c’era qualcuno che aveva in onore la verità naturale e il mos maiorum.

La voce del buon senso Ebbene, la vecchia signora ubriaca di liberalismo ne ha partorito un’altra delle sue. No, non è la Juventus ma la società contemporanea. Cos’è successo stavolta? In Florida l’insegnante di educazione fisica della scuola media Chasco, Robert Oppedisano, è finito nei guai per essersi rifiutato di interagire, nello spogliatoio maschile della scuola, con un’alunna che, identificandosi come ragazzo, riteneva di potersi spogliare tra i ragazzi. Qualsiasi genitore, ci risulta, giudicherebbe del tutto scontato che un insegnante si rifiuti di trovarsi alla presenza di un bambino nudo del sesso opposto, e di certo lo apprezzerebbe. Il distretto scolastico, invece, lo ha punito.

Oppedisano è rappresentato dallo studio legale Liberty Counsel, secondo il quale il caso è sorto per la decisione del distretto scolastico di consentire alla studentessa di utilizzare servizi igienici e spogliatoi maschili, così come di imporre l’uso di pronomi maschili nel riferirsi alla sua “identità”. Perdipiù il distretto ha osservato che sarebbe stato “discriminatorio” verso la ragazzina avvertire gli altri studenti della situazione, e ha ordinato a Oppedisano di continuare a supervisionare lo spogliatoio dei ragazzi senza dir nulla, nonostante le sue remore.

Così il 27 settembre, dice la lettera dello studio legale, senza che fossero stati avvisati né i ragazzini né i loro genitori, la studentessa è stata ammessa per la prima volta nello spogliatoio, dove la sua presenza ha causato ai maschi «imbarazzo e preoccupazione per il fatto di essere stati osservati, mentre si cambiavano, da quella che è chiaramente una ragazza». Gli studenti si sono rivolti a Oppedisano, e quest’ultimo, a fronte di tale episodio, insieme alla collega Stephanie Christensen ha reagito all’ordine della direzione e la conseguenza è che «ora gli amministratori hanno detto a Robert che sarà trasferito in un’altra scuola come sanzione per “non aver fatto il tuo lavoro negli spogliatoi”». Un nuovo tassello nel mosaico composto dalla dittatura gender o “del caos organizzato”…

Recta ratio naturae congruens: così Cicerone definiva la legge morale. Una ragione “retta”, perché priva di deviazioni e orientata al fine. Un fine luminoso, perché dato dalla “conformità alla natura” oggettiva, a come le cose sono realmente. I maschi sono maschi, le femmine sono femmine e l’idealismo è una boutade, perché pensare di essere Wolverine non fa di me un X-man.

Vincenzo Gubitosi

Fonte: LifeSiteNews

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2 Commenti, RSS

  • michela Belmonte

    dice su:
    22/11/2018 alle 11:28

    Anzitutto, ci tengo a dire che parlo da persona transgender.
    Diciamo che è vero che nella società di oggi c’è abbastanza confusione, ma la confusione da dove nasce? Beh, nasce dal fatto che le cose vengono affrontate male. Mi spiego: Se una persona, biologicamente femmina, si identifica come maschio e si comporta come tale, richiede di poter utilizzare lo spogliatoio maschile, dal mio punto di vista ha tutto il diritto di farlo. L’errore viene commesso nella comunicazione, tra alunni, docenti e genitori. Ci dovrebbe essere molta più trasparenza su questi temi, che andrebbero affrontati in modo più diretto.
    Ultima cosa: non facciamo omofobia gratuita, per favore, che voi e questo fantomatico gender confusionario ci avete stufato.

  • Rossana Agueci

    dice su:
    22/11/2018 alle 12:08

    Ogni scusa è buona per diventare popolari

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