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Home Page > Filosofia e morale > Genitorialità liquida: quando un uomo è padre di 1000 figli
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La fecondazione artificiale, lo si è detto e ripetuto, è fonte di innumerevoli problemi; ma ce n’è uno in particolare di cui si parla poco, mentre è di una speciale gravità: stiamo parlando di quella che potremmo definire “genitorialità liquida”, il cui esempio più eclatante è oggi dato da un cittadino olandese che è padre biologico di un migliaio di figli. Uno di loro, Ivo van Halen, consulente informatico di 34 anni, ha scoperto solo cinque anni fa di essere stato concepito mediante il seme di un “donatore”, e ha subito iniziato a cercare i suoi fratellastri sui siti internet che raccolgono i test del DNA. Finora ha identificato 57 persone tra fratelli e sorelle nei soli Paesi Bassi, oltre al suo padre biologico; ma un’agenzia governativa che opera nel settore ritiene che ce ne potrebbero essere almeno 1000.

La voce del buon senso Si è quindi saputo che il venditore seriale di gameti ha rifornito regolarmente tre cliniche per 20 anni e una certa quantità di campioni è stata esportata in altri Paesi europei. Ivo van Halen ha dichiarato al Times di aver incontrato un certo numero di fratellastri e si è scoperto che alcuni di loro erano cresciuti nelle vicinanze: «Alcuni di loro si conoscevano prima di scoprire che erano imparentati» ha detto; e in certi casi sono arrivati «fin quasi a frequentarsi [in una relazione sentimentale, ndr]». Ipotizzare un simile scenario sicuramente sembrerà fantascientifico a molti di noi, dato che in Italia i numeri sono di molto inferiori a certe realtà estere come appunto l’Olanda (da noi la vendita dei gameti è illegale, e infatti gli “altruisti” scarseggiano). In ogni caso niente fantascienza: l’esperienza conferma che il problema è terribilmente reale.

L’abbiamo chiamata genitorialità liquida, parafrasando la celebre espressione del filosofo Zygmunt Bauman che ha parlato di società liquida in riferimento ai costumi della postmodernità consumistica e globalizzata: in un mondo in cui si vive per il consumo, tutto si trasforma in merce, compreso l’essere umano. Bauman usa l’espressione soprattutto per criticare le relazioni sociali contemporanee, improntate all’egoismo e all’utilitarismo. Ma questa liquidità in cui tutto è omogeneizzato, assorbe finanche le origini della vita, e l’esito è paradossale: da un lato, la perdita della consanguineità nelle relazioni tra genitori e figli, dall’altro, una consanguineità nascosta nelle relazioni tra sconosciuti.

Questo stravolgimento delle relazioni produce a sua volta un duplice effetto: innanzitutto aumenterà sempre più il rischio di incesti inconsapevoli (con le inevitabili conseguenze biologiche sui bambini nati da queste relazioni). Infine tutti questi figli di genitori anonimi andranno sempre alla ricerca dei padri e delle madri che non hanno potuto conoscere – il legame di sangue, così forte e ancestrale, non può essere ignorato neanche nella società liquida.

Vincenzo Gubitosi

Fonte:
BioEdge

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