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Home Page > Famiglia e Economia > Matrimonio e famiglia, fondamento di civiltà
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Matrimonio e famiglia sono fondamento della civiltà. Non è più così scontato dirlo, ma lo ha ribadito la first lady del Kenya, la signora Kenyatta (nella foto), che è stata relatrice protagonista indiscussa di diversi eventi che hanno avuto luogo nelle scorse settimane a Nairobi, in occasione della Conferenza internazionale sulla vita familiare, in concomitanza con la conferenza regionale per l’Africa del Congresso mondiale delle famiglie (World Family Congress-WFC), intitolato “Cogliere il futuro, proteggere la famiglia”.

Gli obiettivi dichiarati della Conferenza consistevano nel: promuovere e sostenere le politiche pro famiglia africane, con un’attenzione paricolare verso i giovani e i disabili; promuovere e sostenere la cooperazione tra leader religiosi, società civile e tutti coloro che lavorano per far progredire i valori familiari; creare un ambiente in cui le problematiche della famiglia nel mondo siano prese in considerazione e si avviino politiche per la loro risoluzione.

Un capitolo molto importante dei lavori – che sono durati diversi giorni, intorno alla celebrazione della Giornata mondiale della famiglia – è stato dato alle donne e al loro ruolo fondante e imprescindibile nella famiglia, nella società e nelle posizioni di responsabilità.

La signora Kenyatta  ha istituito, in occasione di una cena di gala riservata a sole donne, un premio intitolato alla defunta leader keniana del WCF, Margaret Ogola, per incoraggiare e costruire la collaborazione tra le donne in posizione di responsabilità affinché promuovano la causa della famiglia e proteggano l’unità familiare.

Il Coordinatore delle Conferenze Regionali del WCF, Don Feder, in uno dei suoi interventi intitolato “Il matrimonio come fondamento della civiltà”, ha lodato il matrimonio come il miglior antidoto alla solitudine e ha constatato con dolore come il matrimonio sia una instituzione in declino: non solo perché ci si sposa sempre meno, ma anche perché ci si sposa sempre più tardi, e di conseguenza si fanno meno figli e aumenta in modo preoccupante il numero di coppie senza prole.

Il declino della fertilità è andato di pari passo con il declino del matrimonio. E il declino del matrimonio è andato di pari passo con l’acuirsi di diffusi problemi sociali. Le ricerche hanno dimostrato che le persone sposate sono meno inclini alla violenza e all’uso di droghe, lavorano più proficuamente e responsabilmente (il matrimonio è anche il modo migliore per combattere la povertà), sono più sane, vivono più a lungo e realizzate, i loro figli sono più disciplinati e crescono più sereni.

Le mode della società possono cambiare, ma la natura no. Non c’è la possibilità di sostituire una madre o un padre in una casa. Il matrimonio è un bene per uomini, donne, bambini, comunità e paesi. Perciò è molto più che un contratto tra due individui, per questo è regolato dallo Stato. E per questo il “matrimonio” omosessuale non è matrimonio, perché non può soddisfare lo scopo fondamentale del matrimonio. I bambini hanno bisogno di una madre e un padre.

Redazione

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