Attendere prego

Home Page > Voce della Scienza > Cresce il tasso di sopravvivenza dei bambini prematuri fra la 21esima e la 25esima settimana
bambini_ bambini-prematuri_sopravvivenza_Live Action_buona-notizia

In un nuovo video girato dal cronista William Saletan per la rivista Slate (1), l’autore critica i filmati, diffusi dai militanti di Live Action, sulle cliniche dove si eseguono aborti “al limite”, cioè a ridosso del termine in cui l’operazione è legale.

In quei video, Live Action mostra dei colloqui tra donne le cui gravidanze rientrano nelle 23 settimane di gestazione. Saletan critica che i video vengano modificati in modo da omettere quelle parti in cui, sostiene, le cliniche apparirebbero in una luce più favorevole, e quindi dichiara: “Anche senza somministrare un’iniezione che uccide il bambino dentro l’utero, cosa che quasi tutte le cliniche fanno (2), la semplice espulsione del feto, persino alla 21esima, 22esima o 23esima settimana, è, di per sé, fatale. Quel feto non è maturo per sopravvivere al di fuori dal grembo materno”.

Ma che cosa dicono fonti attendibili, riguardo ai tassi di sopravvivenza dei bambini nati pre-termine? Queste percentuali sono il prodotto di diversi fattori, inclusi il peso del bimbo, l’assunzione da parte della madre di farmaci per lo sviluppo dei polmoni, in previsione di una nascita estremamente prematura, la vicinanza del bambino ad un’incubatrice neonatale e le capacità tecniche dell’ équipe medica che se ne prende cura.
Il Lozier Institute pubblicherà in futuro altro materiale sull’argomento, ma l’ Eunice Kennedy Shriver National Institute of the Child Health and Human Development formisce già dati sullo sviluppo dei bambini nati tra la 22esima e la 25esima settimana (si noti che, stando a questi dati, emerge che i bambini nati a queste età sono in certo numero colpiti da forme di invalidità, e che queste diminuiscono, quantitativamente e qualitativamente, in proporzione all’avanzamento della gravidanza).

**Per i bambini sottoposti a ventilazione artificiale, la statistica è basata su 3421 neonati i cui esiti sono stati riscontrati tra il 18esimo ed il 22esimo mese di età dalla nascita, su un denominatore composto da tutti i 3702 bambini del campione.

Le informazioni sullo sviluppo fetale elaborate dalla clinica Mayo mostrano che, alla 23esima settimana di gravidanza, con cure mediche intensive, alcuni bambini sono in grado di sopravvivere. Certo, persino con l’impiego della ventilazione artificale – nello  sforzo estremo di salvare la vita di bambini straordinariamente prematuri – il 79% di quelli nati alla 22esima settimana morirà prima della dimissione dal reparto di cura neonatale intensiva. Ma per i bambini nati alla 23esima la percentuale corrispondente è il 63% e per quelli nati alla 24esima sale a 41%. Gli specialisti nel trattamento di bambini prematuri e sottopeso citano il quadro generale per cui nei passati 40 anni la possibilità di sopravvivenza di questi bambini si è estesa di circa una settimana ogni dieci anni. Non è dunque un dato immutabile.
Saletan riporta correttamente che solo l’1% degli aborti sono effettuati a questi stadi avanzati della gravidanza, ma i dubbi sulle effettive segnalazioni di aborto negli USA (3) e la facilità che questi aborti “dell’ultima ora” non siano dichiarati devono essere presi in considerazione. E, anche se si trattasse dell’1%, ciò significherebbe circa 12000 bambini ogni anno (negli Stati Uniti) nati ad uno stadio di sviluppo che dà una significativa chance di sopravvivenza.
Infine, se Saletan dicesse il vero, cioè se i bambini in questa fase gestazionale davvero non potessero sopravvivere, verrebbe meno ogni giustificazione per l’iniezione intrauterina di digossina o di altri medicinali letali per il feto. La semplice induzione del travaglio assicurerebbe l’obiettivo del decesso fetale.
Ma è proprio per garantire quel risultato, o per risparmiare alla madre la vista, o il rumore, del suo bambino che lotta per vivere e per respirare, che si ha somministra l’iniezione letale.

Nota di LifeNews: Charles Donovan è il direttore del Lozier Institute

Links
(1) http://www.slate.com/articles/video/slate_v/2013/05/abortion_clinic_video_exposing_fake_selectiv ely_edited_hidden_camera_footage.html
(2) http://www.bioportfolio.com/resources/trial/69030/A-Trial-Of-Digoxin-Before-Second-trimester- Abortion.html
(3) http://www.lozierinstitute.org/abortionreporting/

Traduzione a cura di Dario Mazzola

Clicca qui per leggere l’articolo originale pubblicato da LifeNews in lingua inglese

di Charles Donovan

Blu Dental

1 Star2 Stars3 Stars4 Stars5 Stars (No Ratings Yet)
Loading...
Sostieni Pro Vita

La tua email non sarà pubblicata. I campi richiesti sono contrassegnati da *

 Caratteri disponibili

Articoli Correlati