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Home Page > scroll_news > Sindrome post-aborto: anche i padri, come Robin Williams, ne soffrono
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Come abbiamo già scritto, forse un aborto della fidanzata, tanti anni, fa ha contribuito alla depressione di Robin Williams. Probabilmente anche lui soffriva della sindrome post-aborto.

Una cosa è certa. Nonostante vi sia un’assordante silenzio sul tema del trauma post aborto che subisce il padre, l’aborto non si limita ad uccidere il figlio concepito ed a lasciare pesanti conseguenze sulla salute fisica e psichica della madre: l’aborto colpisce anche il padre del bambino abortito, intaccandone l’essenza della mascolinità, e provocandogli conseguenze psicologiche anche gravi.

Antonello Vanni – psicologo, docente, bioeticista presso l’Università Cattolica di Milano, e autore del Libro “Lui e l’aborto. Viaggio nel cuore maschile” (San Paolo, 2013) scrive: “Diversi studi riportano che nell’uomo esiste una reazione negativa all’aborto simile a quella riscontrata nella donna. Questa sofferenza è stata chiamata trauma postabortivo maschile (Male Postabortion Trauma): una reazione a catena che erode l’identità personale maschile, da un lato minandone l’autostima, dall’altro soffocandola con il senso di colpa e il rimorso che ne deriva”.

 

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Per il maschio, contribuire al concepimento di un figlio significa vivere il nucleo centrale della virilità, dell’essere davvero uomini: la capacità, intesa anche come forza e potenza, di avviare il processo vitale di un altro essere umano. L’aborto vanifica quest’esperienza interrompendo, spesso in modo definitivo, il passaggio alla maturità. I sintomi di questo trauma variano a seconda del ruolo avuto dall’ uomo nella scelta abortiva, per esempio i padri che hanno convinto la donna ad abortire possono provare un forte rimorso per il senso di colpa, mentre quelli che hanno tentato inutilmente di salvare il bambino possono essere vittime del senso d’impotenza.

Gli psicologi che si occupano della cura di questi uomini descrivono sofferenze psicologiche legate alla rabbia, all’aggressività, all’impotenza e incapacità di reagire, al senso di colpa, all’ansia, ai problemi di relazione, al lutto causato dalla perdita, alla depressione, tristezza, pensieri ossessivi ed anche ideazioni suicidarie.

Perché i nostri media non ci parlano di queste vere e proprie tragedie umane?

Antonio Brandi

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